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Modena da Motor a Droni Valley

Giovanni Medici
Modena da Motor a Droni Valley

Siglata la joint venture Italia-Regno Unito per la produzione di sistemi di difesa. La neonata Mgi Italia produrrà 200 velivoli al mese da 500mila euro l’uno

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MODENA. Modena non è solo terra di motori, ma si sta facendo un nome anche nei settori aerospaziale e difesa e anche in questo caso per diventare un punto di riferimento. Proprio nella nostra città avrà sede infatti la Mgi Italia, frutto di una collaborazione tra Vigilar Group spa di Milano e l’inglese Mgi Engineering Ltd, che costruirà nella Motor Valley droni ad alta tecnologia. È prevista la industrializzazione delle piattaforme sviluppate da Mgi, tra le quali ci sono sistemi che hanno raggiunto livelli di performance comparabili ai missili Cruise, ma significativamente meno costosi, «piattaforme concepite per missioni a lungo raggio, con capacità di attacco di precisione e un’architettura modulare che la rende scalabile, adattiva e rapidamente dispiegabile».

Secondo Francesco Castro, amministratore delegato di Vigilar Group, la partnership con Mgi Engineering contribuirà a rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario tecnologico europeo.

Hub strategico

«Crediamo che questa rappresenti un passo importante verso la costruzione di un ecosistema di innovazione più forte e l’affermazione dell’Italia come hub strategico per il futuro sviluppo tecnologico e industriale».

Anche Mike Gascoyne, fondatore e amministratore delegato di Mgi Engineering ed ex direttore tecnico per quasi trent’anni in Formula Uno, ha evidenziato il valore strategico dell’operazione.

Partnership di prestigio

«La partnership con Vigilar Group rappresenta un entusiasmante passo avanti per Mgi, mentre espandiamo la nostra presenza in Europa e costruiamo insieme nuove capacità industriali a lungo termine. Il supporto di cui gode l’Ucraina sia da parte dell’Italia che del Regno Unito costituirà sicuramente un ambito nel quale potremo cooperare, e dove abbiamo già delle discussioni in atto. E poi c’è un discorso di rinnovamento di tutta l’industria della difesa, non solo quella italiana, a cui noi principalmente ci rivolgiamo, ma anche europea e Nato».

I vertici delle due società non hanno fornito dettagli specifici sui modelli di droni che verranno realizzati da Mgi Italia né sull’entità degli investimenti previsti. Tuttavia a Modena si potrebbe arrivare a produrre circa 200 droni al mese, per un costo che dovrebbe aggirarsi attorno ai 500 mila euro l’uno.

Prime assunzioni

A quanto pare sono state già fatte delle assunzioni, al momento mirate: «ingegneri, ma non necessariamente solo loro, anche tecnici qualificati in grado di maneggiare certi materiali. Sarà il primo gruppo che farà assemblaggio. Successivamente – ha concluso Gascoyne – saranno coinvolte più persone. Ma ci sarà anche l’opportunità di sviluppare un indotto con le industrie che già operano nel distretto di Modena».

Questa nuova iniziativa imprenditoriale è stata presentata giovedì a Roma, nella residenza ufficiale dell’ambasciatore britannico in Italia, a sancirne l’importanza anche strategica di questo progetto.

La crescente espansione del mercato dei droni, infatti, sta creando nuove prospettive occupazionali in numerosi ambiti, dalla progettazione alla produzione fino alla manutenzione e alla gestione dei sistemi tecnologici più avanzati.

L’azienda di Gascoyne produce ad esempio in Oxfordshire i Tiger Shark e i Sky Shark. Vigilar Group, agenzia investigativa fondata a Milano nel 1920, negli ultimi tempi ha dal canto suo iniziato ad operare nei settori dell’intelligence, della sicurezza e dei servizi avanzati per aziende, studi legali, istituzioni.

Il settore aerospaziale italiano secondo la prima mappatura congiunta della filiera nazionale realizzata da CTNA e Confindustria, nel 2024 ha raggiunto un fatturato complessivo di 21, 4 miliardi di euro, con circa 54. 300 addetti.

Filiera completa

In Italia si ha la presenza di una filiera completa, tra le poche in Europa, capace di coprire tutti i livelli della catena del valore, dai grandi integratori fino ai fornitori di componenti e servizi.

Sette piccole imprese della regione, con la collaborazione di Thales Alenia Space e dell’Università di Bologna hanno già presentato nell’ottobre scorso il progetto ERiS-Emilia-Romagna in Space finalizzato a creare, con base a Forlì, una filiera nel settore spaziale italiano per lo studio di tecnologie altamente innovative e la successiva industrializzazione di prodotti, a partire dalle antenne a maglie e cablaggi flessibili per l’osservazione della terra, da installare sui satelliti. 

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