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Indagato all’incontro coi bimbi: «Invito venuto dalle insegnanti»

Luca Gardinale
Indagato all’incontro coi bimbi: «Invito venuto dalle insegnanti»

Il sindaco Mezzetti smentisce la versione dell’Mce: «Ho messaggi che lo provano, non si metta in dubbio la mia onestà. Hijazi? Ha foto anche con Salvini...»

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MODENA. Arrabbiato lo è, e anche parecchio. Perché se da una parte questo caso proprio non ci voleva, dall’altra c’è la questione di un invito arrivato all’ultimo. Così il sindaco di Modena Massimo Mezzetti è intervenuto ieri in apertura di Consiglio comunale per fare chiarezza sul caso Al-Dahdouh, il giornalista palestinese di Al Jazeera che mercoledì scorso ha partecipato a un incontro tra primo cittadino e bimbi di alcune scuole elementari insieme al suo interprete Sulaiman Hijazi, indagato per terrorismo, facendo scoppiare un caso sollevato dal quotidiano “Il Giornale”.

La genesi dell’incontro

E ieri, appunto, Mezzetti ha ripercorso la vicenda: «L’incontro di cui si è ampiamente parlato in queste ore - ha detto il sindaco - è avvenuto al Laboratorio Aperto al termine di un progetto che si è svolto in alcune scuole elementari, promosso da insegnanti del “Movimento Cooperazione Educativa”. Nello scorso inverno ho infatti ricevuto tante lettere e disegni da parte di bambini e bambine di diverse classi di scuole elementari con riflessioni sulla guerra e sulla necessità della pace nel mondo. Dato che ho personalmente risposto, ho svolto in queste settimane diversi incontri di restituzione».

Quindi, dopo aver illustrato altri incontri che fanno parte del progetto, il primo cittadino ha affrontato quello di mercoledì scorso: «Nell’incontro del 3 giugno, per circa un’ora ho ascoltato e dialogato con i bambini e le bambine. Durante la mia presenza non è mai stato affrontato nel colloquio con i bambini nello specifico il conflitto fra israeliani e palestinesi, né intonato nessun canto di natura politica. Se questo è accaduto dopo che io sono andato via, lo giudico assolutamente inopportuno».

L’invito

Per quanto riguarda la presenza di giornalista e interprete, Mezzetti ribadisce «che il giornalista è stato invitato da una o più delle insegnanti, non so se a titolo personale o come “Mce”, perché, ho appreso successivamente, è stato tramite una di esse che il 2 giugno siamo stati informati della volontà di Al Dadouh di essere presente per portare la testimonianza di cosa significhi vivere dentro una guerra che gli ha sterminato la famiglia. Al Dadouh era infatti a Modena per partecipare a un’iniziativa pubblica, e in quel contesto è venuto a conoscenza di questo incontro, manifestando la volontà di partecipare. Volontà che ci è stata comunicata da una delle insegnanti presenti il giorno stesso, 2 giugno».

Lo scontro

Una versione diversa da quella data dalle insegnanti del Movimento, che hanno detto di non aver fatto quell’invito: «Ho letto poche ore fa un comunicato ufficiale del Mce - riprende Mezzetti - in cui si affermerebbe che l’invito ad Al Dadouh sarebbe stato rivolto dal Comune nei confronti del giornalista e che loro non hanno in questo avuto alcun ruolo. Mi duole dirlo, ma trovo francamente stupefacente questa ricostruzione - ha alzato la voce il sindaco - non solo lo stesso avvocato del signor Hijazi ha già ufficialmente dichiarato che il suo assistito non è stato invitato dal Comune, ma sono personalmente in possesso di scambi di messaggi che dimostrano esattamente che quanto ho finora dichiarato risponde a verità. Dal momento che non tollero che si metta in discussione la mia onestà intellettuale, qualora mi fossero richiesti, fornirò agli ispettori ministeriali i contenuti di questi messaggi. Bisogna educare le persone, soprattutto se rivestono esse stesse un ruolo importante come quello di educatrici, ad assumersi le proprie responsabilità».

L’indagato

Per quanto riguarda Hijazi, Mezzetti ha ribadito di «non conoscere le sue generalità, così come non conoscevo la delicata indagine nella quale è coinvolto. Tra l’altro credo che tutti abbiate ormai preso conoscenza di precedenti illustri in cui viene ritratto insieme a noti esponenti politici nazionali anche di area di governo», ha detto Mezzetti, riferendosi alle foto che ritraggono l’interprete insieme al ministro Salvini e al senatore Gasparri. Chiudendo su Al Dadouh, Mezzetti ha fatto sapere che «ciò che reputo semmai sbagliato è non averne portato correttamente a conoscenza preventivamente i genitori dei bambini e, qualora fossero stati intonati cori o slogan di carattere politico, sarebbe ancora più grave». 

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