Cade con il parapendio e precipita nel bosco: 62enne soccorso a Serramazzoni
Incidente a Monfestino: portato in elicottero a Baggiovara, non è in pericolo di vita
SERRAMAZZONI. In fase di decollo gli si chiude la vela e precipita, cadendo su un albero in mezzo al bosco. Sono stati attimi di paura ieri pomeriggio (8 giugno) a Monfestino per un 62enne di Arceto, nel Reggiano, che stava partendo per un volo col parapendio in una location sempre amatissima dagli amanti del volo.
L’incidente
La giornata era perfetta, con vento dritto e cielo con qualche nuvola che non ostacolava l’attività. Per questo nel campo in fondo a via Case di Sotto, che è la “base” per i lanci, si era radunato un bel gruppo di appassionati. Tra questi il 62enne, pilota con un’esperienza decennale nel volo col deltaplano, e che da un paio d’anni si è dedicato al parapendio. È successo tutto verso le 14.30: ha fatto per lanciarsi giù dal pendio, ma gli altri lo hanno visto anziché decollare verso l’alto sparire giù per il pendio, in mezzo al bosco, cadendo da un’altezza di circa 20 metri. Sono stati attimi di grande apprensione.
I soccorsi
È stato il ventenne Giulio Pini di Pavullo, che era lì con la sua ragazza Giulia Tebaldi, il primo a correre in soccorso: «Ho visto il parapendio in cima a un albero in mezzo al bosco, e lui ancora imbragato che diceva: “Non so come ho fatto, non so come ho fatto”. L’ho sganciato dall’imbragatura, l’ho aiutato a sdraiarsi a terra e gli ho aperto la felpa, dicendogli di stare fermo, che presto sarebbero arrivati i soccorsi. La mia ragazza ha chiamato subito il 118». La macchina dei soccorsi si è messa in moto immediatamente, portando sul posto i volontari dell’Avap di Serra, il Soccorso Alpino (stazione Monte Cimone), l’elicottero 118 e i vigili del fuoco, anche loro di Pavullo. Il bosco era su un pendio abbastanza ripido, e questo ha complicato i soccorsi. Il ferito è stato comunque raggiunto e immobilizzato sulla barella. È rimasto sempre cosciente, anche se accusava forti dolori, soprattutto alla schiena, per i traumi subiti nella caduta. L’elicottero era atterrato nel campo pochi metri più sopra: ha quindi fatto un decollo “chirurgico”, raggiungendo nel bosco il punto dove si trovava il ferito, che è stato caricato a bordo con il verricello (sull’elicottero era presente anche un tecnico di elisoccorso del Saer) e quindi portato immediatamente all’ospedale di Baggiovara. L’operazione è stata possibile perché la vela del parapendio era già stata recuperata, e quindi non c’era pericolo che volasse in mezzo all’elica dell’elicottero. In ospedale per fortuna gli accertamenti hanno confermato che non c’era pericolo di vita, ma alcuni traumi tali da richiedere comunque diversi giorni di prognosi. I soccorritori sono quindi risaliti a piedi, tornando ai mezzi.
La solidarietà
Nella sfortuna dell’incidente, causato forse da una folata di vento, il 62enne ha avuto la fortuna di atterrare in un bosco, che ha attutito fortemente l’impatto. E poi di poter contare sul gruppo di appassionati e residenti che, quando il tempo lo permette, si raduna sempre a Monfestino per lanciarsi col parapendio o per vedere i lanci. I presenti, quando hanno visto l’accaduto, hanno prestato soccorso e dato l’allarme in pochi istanti.
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