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Il caso

Cavallari dà fuoco alla cella poi prende a schiaffi due agenti

Cavallari dà fuoco alla cella poi prende a schiaffi due agenti

Ancora guai per il 27enne di Bomporto in carcere per la strage di Corinaldo

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BOMPORTO. Dopo l’evasione clamorosa del 3 luglio 2025, Andrea Cavallari colpisce ancora: il 27enne di Bomporto ha appiccato il fuoco in cella e ha poi aggredito due agenti del carcere di San Domenico di Cassino(Frosinone).

L’incendio

Responsabile insieme ad altri della strage di Corinaldo (la tragedia che l'8 dicembre 2018 causò sei morti e 59 feriti per il panico scatenato nella discoteca Lanterna Azzurra dove alcuni spruzzarono spray al peperoncino) è stato condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione. Secondo quanto denuncia il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, nella tarda mattinata di ieri (9 giugno), presso il reparto isolamento della Casa Circondariale di Cassino «il detenuto si è reso protagonista di una violentissima aggressione». Il detenuto «ha appiccato il fuoco a uno sgabello in dotazione alla cella, provocando una rapida propagazione del fumo all'intero primo piano del Reparto isolamento. Per garantire la sicurezza dei detenuti presenti e scongiurare conseguenze ancora più gravi, il personale di servizio ha immediatamente avviato le procedure di emergenza, trasferendo i detenuti nelle aree passeggio. Proprio durante queste operazioni - riferisce il sindacato - il detenuto, anziché dirigersi verso il passeggio come disposto dal personale, ha improvvisamente aggredito un giovane agente, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Successivamente, all'arrivo di un collega più esperto intervenuto in suo soccorso, il detenuto ha afferrato una gamba di tavolo prelevata dalla cella e si è scagliato contro il poliziotto, colpendolo ripetutamente alla schiena e alle gambe con estrema violenza».

L’aggressione brutale

I due poliziotti sono stati immediatamente soccorsi, visitati presso l'infermeria dell'istituto e successivamente trasferiti al Pronto Soccorso, dove sono stati giudicati guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni. Ma alle conseguenze fisiche si aggiunge il forte trauma psicologico subito da entrambi: il più giovane ha dovuto affrontare una brutale aggressione a pochissimi giorni dall'inizio del servizio, mentre il collega più anziano, dopo una lunga carriera senza episodi analoghi, si è trovato a fronteggiare una violenza cieca perpetrata con un'arma impropria, senza alcuna possibilità di difesa. Cavallari fu già protagonista di una clamorosa evasione durante un permesso concesso per la discussione della tesi di laurea in Legge all’Università di Bologna e successivamente rintracciato e arrestato a Barcellona in un hotel della Costa Brava dagli uomini del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria.

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