Gazzetta di Modena

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L’episodio choc

Vignola, botte da wrestling tra ragazzi al luna park

di Manuel Marinelli

	Nel campo accanto al luna park
Nel campo accanto al luna park

Il racconto di Francesca e Danny, due testimoni: «Una delle vittime è stata buttata a terra e poi presa a pugni da uno degli aggressori. Tutto per un cappellino...

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VIGNOLA. Escono dalla pizzeria e si trovano davanti una rissa senza esclusione di colpi tra ragazzini. Succede a Vignola in una tranquilla domenica di inizio giugno, siamo in zona “baracconi” e la pizzeria in questione è il Pizzikotto. A raccontare l’accaduto sono Francesca e Danny, che dopo aver cenato con i propri figli escono nel parcheggio e si trovano davanti «a una rissa violentissima, sembrava wrestling. Volevamo andare a votare dopo aver mangiato una pizza con i nostri bimbi, ma non ce la siamo sentita di lasciar correre: così, dopo aver lasciato mia moglie e i miei figli in macchina sono corso verso la rissa, che stava avvenendo tra la strada e il luna park, nel campo».

Attimi di paura

La scena è violentissima, i bimbi vedendo il papà che si invola in quella direzione si mettono a piangere dalla paura. «Un gruppo di ragazzi stranieri ha preso di mira due italiani, al massimo avranno avuto 15 o 16 anni. Erano tutti minorenni. Una delle vittime è stata buttata a terra e poi presa a pugni da uno degli aggressori. Quando sono arrivato mi sono subito diretto dai vigilanti del luna park per chiedere che intervenissero: una ragazza è subito partita dopo la mia segnalazione, l’altra guardia invece ha detto che siccome stava avvenendo fuori dall’area dei baracconi non sarebbe intervenuto... Al che mi sono infuriato e ho iniziato a inveire finché da dentro un altro vigilante è uscito di corsa per sedare la rissa» continua Danny.

L’intervento dei vigilanti

Grazie all’intervento dei vigilanti le due vittime riescono a fuggire, mentre gli aggressori vengono fermati dai vigilanti. Ed è lì che l’uomo apprende il motivo futile della scazzottata: «A quanto pare volevano rubargli un capellino o qualcosa del genere. Non ci potevo credere. Tra l’altro la ragazza che è intervenuta è rimasta anche ferita lievemente, le hanno rotto il metal detector che aveva in tasca. Purtroppo situazioni del genere capitano sempre più spesso, ma credo che sia anche l’indifferenza di chi assiste e potrebbe fare qualcosa a peggiorare ulteriormente la situazione. Io non me la sentivo di andare via, poteva esserci mio figlio lì in mezzo» conclude. 

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