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La tragedia

Luca, morto nell’incidente a San Prospero: «Amava la sua Harley Davidson, oggi c’era la festa di compleanno»

di Manuel Marinelli
Luca, morto nell’incidente a San Prospero: «Amava la sua Harley Davidson, oggi c’era la festa di compleanno»

Il ricordo dell’ex moglie Rossana: «Lo credevo immortale, era una persona estremamente brillante, generosa e profondamente onesta»

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CAVEZZO. Nella sua casa di via 1 maggio c’erano già tutti i preparativi pronti per la festa di compleanno. Luca Ferrari 56 anni li aveva compiuti in realtà qualche settimana fa, ma oggi con gli amici era pronto a festeggiare come si deve, con una bella tavola imbandita e un buon vino per brindare. Poi la notte ha spazzato via tutto. Quell’incidente sulla Canaletto mentre era bordo della sua inseparabile Harley Davidson ha fermato il suo cuore per sempre e quel compleanno lo festeggerà dal cielo.

Il ricordo dell’ex moglie

«Lo credevo immortale – racconta addolorata l’ex moglie Rossana Zanardi – La sua stazza imponente era come un’armatura, ma non è bastata a salvargli la vita. Stava rientrando da Castelvetro, era andato a trovare suo fratello a bordo dell’Harley... era la sua passione, anche la mia. Purtroppo se l’è portato via». «Luca era una persona estremamente brillante, generosa e profondamente onesta. Aveva una grande capacità di stare con gli altri: era amicale, gioviale, sempre pronto a tendere una mano e a creare rapporti sinceri. Era anche un grande lavoratore. Da molti anni operava come agente di commercio nel settore ceramico, collaborando con importanti realtà del comparto e ottenendo risultati professionali di altissimo livello. Per questo era molto stimato e apprezzato da colleghi, clienti e da tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerlo nel corso della sua carriera».

Cavezzo, il rugby e il lavoro

Luca Ferrari era nato a Parma, ma si era trasferito a Modena quando aveva circa dodici anni. «In seguito, quando abbiamo deciso di costruire insieme la nostra vita, siamo venuti a vivere a Cavezzo, il mio paese d'origine, dove Luca si è integrato perfettamente nella comunità locale. Abbiamo avuto un figlio, Riccardo Luca. Ha 21 anni e come suo papà è un grande appassionato di rugby». Già, proprio lo sport, il rugby, era uno degli aspetti centrali della vita di Ferrari. «Era una persona molto conosciuta e benvoluta. Attraverso la passione di nostro figlio per il rugby si era avvicinato a questo sport, fino a diventarne un sostenitore entusiasta. Fu tra i soci fondatori dei Leoni Cavezzo Rugby, una realtà che ha seguito con passione e dedizione nel corso degli anni. Lo sport, per lui, era soprattutto un'occasione per stare insieme alle persone e contribuire alla crescita della comunità. Chiunque lo abbia incontrato lo ricorda per il suo carattere aperto, per la sua simpatia. Era una persona che sapeva farsi voler bene».

La tragedia

Nella notte tra venerdì e sabato la tragedia che gli è costata la vita: mentre era in moto sulla Canaletto si è scontrato brutalmente contro un’auto che arrivava dal senso opposto. L’impatto è stato molto violento e per il 56enne non c’è stato nulla da fare. «Quanto accaduto è una tragedia immensa. Ieri sera (venerdì, ndr) era semplicemente andato a cena dal fratello, a Castelvetro, e stava rientrando a casa. Una serata normale, come tante altre. Non era nemmeno tardi. Sembra che quell’auto gli abbia tagliato la strada ma non voglio sentenziare, saranno le indagini a stabilire come è andata. Di certo Luca non tornerà più» conclude l’ex moglie Rossana.

 

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