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Famiglia palestinese accolta a Nonantola, scatta l’odio sui social. Il Comune: «Basta, è inaccettabile»

Famiglia palestinese accolta a Nonantola, scatta l’odio sui social. Il Comune: «Basta, è inaccettabile»

Interviene l’amministrazione: «Basta offese e commenti razzisti»

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NONANTOLA. È delle scorse settimana la notizia dell’arrivo a Nonantola di una famiglia palestinese, mamma, papà e due figli piccoli. Un nucleo famigliare arrivato in Italia grazie ai progetti di accoglienza dell’associazione Anni in Fuga. Il tutto per un progetto - come leggerete di seguito - che ha visto come protagonisti diversi cittadini nonantolani. Gli stessi che hanno dato un contributo tangibile per portare qui la famiglia.

Le offese sui social

È invece di ieri – 13 giugno -, purtroppo, la notizia delle offese arrivate via social che questo gesto di grande solidarietà ha scatenato. E a questo punto è intervenuto anche il Comune di Nonantola. Un’ondata di odio raccontata direttamente dall’amministrazione comunale di Nonantola che «condanna con totale fermezza i commenti violenti e razzisti apparsi in questi giorni sui social network in merito all'arrivo a Nonantola della famiglia palestinese. Tali messaggi sono stati scritti contro la famiglia da poco arrivata nel nostro comune». Questo nucleo familiare «è giunto in Italia grazie ad un progetto umanitario di alto valore. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione Anni in Fuga ed ha visto la partecipazione attiva di tantissimi cittadini – spiegano ancora dall’amministrazione comunale – i quali si sono uniti per raccogliere i fondi necessari all'acquisto di un appartamento destinato a chi fugge dalla guerra». Davanti a questi commenti «denigratori, insinuanti ed offensivi, non domande di chiarimento o espressione di pareri come affermato da Fratelli d'Italia, l'amministrazione comunale desidera prendere posizione ed esprimere massima vicinanza e il pieno sostegno alla famiglia accolta. La nostra comunità si è sempre contraddistinta e si basa tutt'ora sul rispetto della vita umana e sulla protezione di chi soffre, non saranno provocatori perlopiù di altri territori, a trovare terreno fertile alla semina di odio anche a Nonantola».

L’intervento del Comune

Il commento del Comune, apparso sulla pagina ufficiale di Facebook continua: «Desideriamo ringraziare di cuore l'associazione Anni in Fuga e tutti i cittadini che hanno donato il proprio denaro e il proprio tempo per questo progetto, che mostra il vero volto del nostro territorio: una comunità aperta, generosa e solidale. Ribadiamo che le parole di odio non devono avere cittadinanza nelle nostre piazze, ne reali ne virtuali. I social network non possono diventare zone franche dove insultare e calpestare la dignità delle persone». «La nostra risposta – concludono collettiva all'odio sarà l'impegno quotidiano per l'integrazione e la pace. Continueremo a sostenere e a lavorare fianco a fianco con la parte sana, accogliente e democratica del nostro paese».

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