Maranello, la gioia dei tifosi dopo il trionfo Ferrari: «Le campane sono tornate a suonare!»
Turisti e fan entusiasti dopo la vittoria di Hamilton nel Gran Premio di Spagna, a Barcellona: «Mancava da quasi due anni… Lewis è la persona giusta, il Mondiale è riaperto»
MARANELLO. «Una vittoria incredibile, mancava da troppo tempo. E ora il Mondiale è riaperto». Ne è sicuro Tommaso Baldazzini dietro al bancone del Bar Gallery, a due passi dal Museo Ferrari. Sui tavolini siedono turisti e tifosi in maglia rossa, il locale è un piccolo tempio che custodisce foto di piloti e gagliardetti del Cavallino.
La gioia dei tifosi
«Stamattina (15 giugno, ndr) decine di visitatori della Notte Rossa – continua Baldazzini – hanno fatto colazione, domenica hanno guardato tutti insieme la gara all’Auditorium Enzo Ferrari. Qui a Maranello la passione si vive in maniera smisurata, la vittoria è la festa di tutta la città. E ora si punta al Mondiale: il prossimo Gran Premio in Austria penso che sarà decisivo, se Hamilton dovesse trionfare di nuovo allora si candida per scrivere la storia. E poi, le campane sono finalmente tornate a suonare...», conclude il giovane barista.
I rintocchi di cui parla Baldazzini non si sentivano da 595 giorni, quando Carlos Sainz, il 27 ottobre 2024, conquistò il GP del Messico. «È una tradizione che difendiamo con grande orgoglio – commenta don Marco Bonfatti, parroco di Maranello – non c’è vittoria della Ferrari senza le campane, e devo dire che mi mancava un po’ suonarle per questa ricorrenza. Spero ricapiti presto», conclude il don. Samantha Friggeri e Olga, dal negozio “Warm-up”, confermano: «I tifosi avevano bisogno di vedere la Rossa al primo posto. Oggi (ieri, ndr), si respira aria di festa, e in più il trionfo è cascato a pennello con la Notte Rossa: è qualcosa di magico».
I francesi Mathiu Garnier e Cecile Colas sono arrivati a Maranello per visitare il Museo: «Ieri ero a Barcellona a vedere la gara con mia figlia – dice Mathiu –. È stato fantastico, perché l’ultima volta che abbiamo visto un GP fu quello di Monza nel 2024, quando vinse Leclerc. Diciamo che portiamo fortuna». Pietro Manfredini lavorava alla Ferrari: «Mi occupavo del reparto di elettronica delle auto di Formula 1. La Ferrari è una famiglia». Anche l’amico Carlo Laurenza, che incontriamo in bocciofila, afferma: «Hamilton è la persona giusta. Non abbiamo scoperto nulla di nuovo: è sempre stato un campione, se la macchina c’è, lui non delude». Jesus e Lisa sono arrivati da Malaga per visitare il museo: «La vittoria di Hamilton è stata incredibile ma purtroppo credo che il Mondiale sia già deciso: vincerà Antonelli, è troppo forte». Danilo Caldero, con la famiglia, sostiene che «Kimi è un fenomeno, ma la Ferrari è la Ferrari. Nel mondiale non serve solo l’estro di Antonelli, è fondamentale anche l’esperienza, ed Hamilton ne ha da vendere. Quindi dita incrociate».
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