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L'allarme

Truffa un'anziana accusandola essere una rapinatrice: pedinato e arrestato


	I gioielli recuperati da polizia e carabinieri
I gioielli recuperati da polizia e carabinieri

Un 50enne si è spacciato per un carabiniere e ha convinto la donna a consegnare i gioielli per un controllo: polizia e carabinieri lo hanno bloccato con il bottino

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NONANTOLA. Squilla il telefono, parla un finto carabiniere: «Signora, lei è coinvolta in una rapina in gioielleria». Risponde una donna anziana, sa che non è vero, ma dall’altra parte della cornetta c’è un truffatore esperto, che le genera timore. A tal punto che accondiscende alle sue richieste, e gli consegna tutto l’oro che ha in casa. Solo il tempestivo intervento dei carabinieri (quelli veri) e degli agenti della polizia di Stato, ha evitato che la truffa andasse a segno. È accaduto lunedì pomeriggio, 15 giugno, a Nonantola.

Ed è solo l’ultimo di una lunga serie di casi che a Modena e in provincia si stanno ripetendo, nel mirino soprattutto persone anziane, che evidentemente vengono individuate dai truffatori, che riescono a scoprire chi vive solo in casa, o quando la persona si trova da sola ed è quindi più vulnerabile. Il tentativo è piuttosto diffuso: una persona che si spaccia per un militare dell’Arma, crea uno stato di agitazione nella vittima. In questo caso la scusa, come detto, era una rapina in gioielleria, per cui la donna ne sarebbe stata coinvolta, e per dimostrare la propria estraneità ai fatti, avrebbe dovuto consegnare al più presto tutto l’oro e i gioielli che custodiva in casa a un collega, che si sarebbe presentato da lì a breve.

La donna è finita per credere a quelle parole e ha eseguito. Nei paraggi però si trovavano gli agenti della Squadra Mobile e i carabinieri della Stazione di Nonantola, che erano stati allertati in precedenza da diverse segnalazioni di truffe. Hanno notato l’uomo di 50 anni aggirarsi con fare sospetto e hanno monitorato a distanza gli spostamenti, per poi bloccarlo ancora in possesso del bottino sotratto alla donna. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’indagato, residente a Napoli, la misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione di braccialetto elettronico.

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