Rischia di annegare in piscina, il giovane bagnino lo salva
Marwane Lamlihi ha soccorso un turista straniero 83enne in difficoltà dopo un tuffo con il gommone gonfiabile al Cuenca Club di Montombraro: «Sono felice che stia bene»
ZOCCA. A 83 anni e senza saper nuotare si lancia sul gommone gonfiabile della piscina, completa il percorso a ostacoli per poi cadere a peso morto in acqua rischiando di annegare. È solo grazie all’intervento fulmineo di Marwane Lamlihi, bagnino di 17 anni del Cuenca Club, piscina di Montombraro, se quella che vi stiamo raccontando non è una tragedia ma una storia a lieto fine. Sono circa le 15 di ieri quando l’uomo, un turista straniero di 83 anni, si avvicina al gommone pronto per tuffarsi. «Era in forma, ma vista l’età gli ho comunque chiesto se sapesse nuotare, mi ha risposto con un cenno di sì - racconta Marwane Lamlihi - Si è tuffato, è arrivato fino alla fine poi l’ho visto cadere in acqua di faccia. Non riemergeva più». In quel punto della vasca l’acqua è alta circa 2 metri, allorché Lamlihi e l’altro bagnino presente in vasca, Samuele Martini, si allertano subito. «Poco dopo è risalito, ma faceva fatica a stare a galla. Non teneva la testa completamente fuori ed era in evidente difficoltà, probabilmente anche a causa dello sforzo fatto per completare il percorso a ostacoli. Evidentemente non sapeva nuotare poi così bene... – continua il 17enne – Così non ci ho pensato due volte e mi sono tuffato, l’ho preso e riportato a bordo vasca in sicurezza. Lui era cosciente, stava bene e non c’è stato bisogno di chiamare i soccorsi. Insieme al mio collega lo abbiamo assistito per qualche minuto, si è ripreso ed è tornato al lettino con la compagna, ringraziandoci di cuore per l’aiuto». “Se ora sono salvo è solo grazie a voi”, dice l’uomo al ragazzo in un italiano un po’ sgrammaticato. Per il giovane 17enne, un ragazzo cresciuto in paese che tutti conoscono, è un “battesimo del fuoco”: lavora in piscina da appena due settimane, il brevetto lo ha conseguito un mese fa. Ma ha subito dimostrato di essere pronto a entrare in azione se necessario. «Sono felice che quel signore stia bene e che sia potuto tornare a casa sano e salvo. Ho fatto solo il mio lavoro», conclude Marwane Lamlihi. Un episodio che rimarca l’importanza della sicurezza e dell’assistenza a bordo vasca, valori per cui la piscina di Montombraro si è sempre contraddistinta, ad esempio nel lontano 11 agosto del 2000, quando due bagnini salvarono la vita a un ragazzo di 26 anni che aveva avuto una congestione in acqua dopo aver bevuto una birra ghiacciata ed essersi tuffato. Quei due bagnini, anche in quel caso giovani, erano il compianto Giordano Caselli e Giovanni Gargano, ora sindaco di Castelfranco.
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