Gazzetta di Modena

Modena

Fisco e solidarietà

5 per mille: la top ten delle scelte a Modena, in regione e in Italia

5 per mille: la top ten delle scelte a Modena, in regione e in Italia

Oltre un milione donato in provincia nel 2025: l’associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro guida la classifica. Al primo posto nazionale la Fondazione Airc, in Emilia Romagna la Fondazione “Franco Pannuti” di Bologna

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Premio cuore d’oro». Potrebbe chiamarsi così la messe di dati che ogni primavera, in occasione della stesura delle dichiarazioni dei redditi, mostra l’attenzione al prossimo in difficoltà degli emiliano-romagnoli e dei modenesi. Si tratta della destinazione per attività sociali e benefiche del 5 per mille del proprio reddito, una “casella” non obbligatoria che si può sbarrare nel proprio 730 (imposta sul reddito delle persone fisiche) come possono spiegare a tutti commercialisti, patronati e Caf in occasione della dichiarazione. Ogni informazione la fornisce il sito della Agenzia delle Entrate attraverso gli elenchi dei beneficiari da cui si vede come le preferenze espresse dai cittadini nelle dichiarazioni dello scorso anno abbiano premiato oltre 96mila enti di terzo settore (quelli preferiti: scelti in 72.879 occasioni), ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive dilettantistiche, tutela dei beni culturali e paesaggistici, gestori di aree protette per un totale di oltre 600 milioni di euro elargiti. E c’è in questi numeri una prima curiosità: ottengono qualcosa anche i comuni grandi e piccoli d’Italia, visto che nell’elenco dei beneficiari ci sono quasi tutti gli enti locali, 7.904 Comuni destinatari di oltre 17 milioni di euro.

A Modena

Si diceva all’inizio del cuore d’oro (anche) dei modenesi che hanno premiato numerose realtà, anche se altrove –  Romagna e Bologna in particolare – si è fatto meglio: di positivo sul territorio gialloblù c’è comunque il “particolare” che non solo enti di Modena città sono stati premiati, visto che nelle prime dieci posizioni della graduatoria provinciale finiscono anche l’Associazione malati oncologici di Carpi – cui vanno 114.729,41 euro da 4158 scelte –, l’Associazione per vincere domani di Sassuolo (51.583 euro da 1265 scelte) e l’Isola del vagabondo di Mirandola cui vanno 46.772,62 euro da 1794 dichiarazioni dei redditi. Le prime dieci posizioni modenesi hanno permesso in tutto di donare per attività sociali oltre un milione e 200 mila euro. Al primo posto per donazioni – e non è il primo anno che accade – c’è l’associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro presieduta da Massimo Federico che riceve 296.308,77 euro, donati attraverso 9893 scelte mentre al secondo posto segue l’Associazione sostegno ematologia oncologica pedriatica (Aseop) con 213.108,62 euro da 5417 scelte. Ma non c’è solo la sanità, e i bimbi da curare in particolare, ma anche gli animali visto che l’encomiabile lavoro portato avanti dal Centro soccorso animali “Il Pettirosso” di Modena ha visto arrivare 167.989,78 euro da 5261 scelte. Nella magnifica decina figurano poi anche l’Avis provinciale, l’Associazione malati oncologici di Carpi, Unimore e l’associazione Solidus di Modena che fornisce assistenza a famiglie disagiate.

In Emilia Romagna

In regione si continua perlopiù a destinare fondi alla lotta contro il cancro visto che oltre 82mila persone hanno destinato oltre 3 milioni di euro all’Irst di Meldola e all’Istituto Oncologico Romagnolo, entrambe forlivesi. «Per noi questi fondi – spiega Cristina Marchesi, direttrice generale dell’Irst – sono fondamentali per continuare a investire in ricerca e sviluppo medici, ma anche perché testimoniano un autentico legame con la comunità». Ma in regione quest’anno la spunta in primis la Fondazione “Franco Pannuti” di Bologna –  anch’essa attiva nel campo della ricerca contro il cancro, con testimonial il giovanissimo campione della F1 Andrea Kimi Antonelli – con poco più di 4 milioni di euro destinati da 113.019 dichiarazioni dei redditi. Dopo i due istituti forlivesi che ottengono rispettivamente 1,7 e 1,4 milioni di euro segue il Rizzoli di Bologna, anch’esso superiore al milione e due realtà reggiane: la Fondazione Grade (sostiene il reparto di ematologia dell’ospedale di Reggio) e l’Ausl di Reggio, che percepiscono circa mezzo milione cadauna.

In Italia

Ma i campioni nazionali delle donazioni viaggiano su ben altre cifre, anche perché sono strutture molto più grandi e ramificate che operano spesso anche fuori dai confini nazionali. Al primo posto per donazioni figura infatti la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro di Milano, nata nel 1965 e presieduta da Andrea Sironi, che riceve per le sue attività 82 milioni di euro da ben 1,8 milioni di persone. L’ente utilizza i fondi per otto programmi speciali multi-unità sulle metastasi attraverso un fondo oggi di oltre 141 milioni: «In quindici anni – spiega il professor Robin Foà, coordinatore del programma – grazie al sostegno continuativo ad Airc abbiamo contribuito a migliorare l’inquadramento diagnostico, il trattamento e la prognosi dei pazienti con leucemie linfoidi e linfomi. Il sogno di ridurre la chemioterapia a favore di terapie mirate è oggi una realtà». Ancora lotta contro il cancro al secondo posto con la Fondazione Piemontese per la ricerca di Candiolo (To) che riceve però molto di meno, “appena” 14 milioni, mentre il terzo posto va a Emergency di Milano (13 milioni) fondata nel 1994 dal medico Gino Strada e da allora intervenuta in 20 Paesi del mondo costruendo ospedali, centri chirurgici, ambulatori e poliambulatori. Nelle prime posizioni nazionali figurano poi altre attività notissime e benemerite, come la Lega del filo d’oro che si occupa dei bambini sordo muti, Save the Children, Medici senza frontiere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google