Garage con bagno esterno a 500 euro al mese, monolocale di 12 metri a 480 euro: «Annunci fuori legge”
Spazi mini a prezzi maxi sul mercato immobiliare modenese. Il sindacato Sunia: «Rafforzare i controlli e aumentare l’offerta
MODENA. Modena si conferma alle prese con una crescente emergenza abitativa. A ribadirlo è stata proprio ieri l’assessora Francesca Maletti, che ha sottolineato come il costo degli affitti e la scarsità di alloggi accessibili stiano diventando un problema strutturale per la città. Una situazione che non colpisce soltanto studenti o lavoratori precari, ma anche figure fondamentali per il funzionamento della comunità: insegnanti, infermieri, forze dell’ordine e operai specializzati sempre più spesso scelgono di trasferirsi altrove, scoraggiati da prezzi insostenibili e dalla difficoltà a trovare una casa. Accanto alla carenza di offerta, emergono anche pratiche discutibili e talvolta ai limiti della legalità, come denuncia il sindacato degli inquilini Sunia di Modena. Secondo il sindacato, sul mercato immobiliare locale stanno proliferando annunci che propongono spazi inadeguati o irregolari a canoni elevati, segno di una pressione crescente che rischia di scardinare le regole e penalizzare i più deboli.
Il “buco”
Tra i casi più emblematici segnalati c’è quello di un monolocale di appena 12 metri quadrati in zona Policlinico, proposto in affitto a 480 euro al mese, spese incluse. L’annuncio, pubblicato da un’agenzia immobiliare cittadina, parla di “intera proprietà” con bagno e cantina, ma specifica che si tratta di un contratto non abitativo, bensì commerciale. Le immagini, tuttavia, raccontano una realtà diversa: un letto disfatto, un angolo cottura, segni evidenti di un utilizzo abitativo. Lo spazio, che potrebbe essere stato in passato una cantina o un deposito, risulta ben al di sotto dei limiti minimi previsti per l’abitabilità, fissati per anni a 28 metri quadrati e ridotti recentemente a 20 con il decreto “Salva casa”. Il caso solleva più di un interrogativo, soprattutto considerando che il locale potrebbe essere stato occupato da lavoratori del settore sanitario. Un dettaglio simbolico colpisce: nello specchio del bagno si riflettono i mobili della cucina, a pochi centimetri dal letto. Una convivenza forzata tra funzioni basilari della vita quotidiana che evidenzia, in modo plastico, il livello di precarietà abitativa raggiunto.
Garage monolocali
Non meno problematico è il caso segnalato in zona San Faustino, dove un garage di 18 metri quadrati è stato ristrutturato e messo sul mercato come monolocale a 500 euro mensili, spese comprese. Lo spazio mantiene ancora il portone originale, utilizzato anche per garantire un minimo di illuminazione, mentre gli arredi appaiono di recupero. L’annuncio descrive l’alloggio come “ideale per una sola persona”, con bagno separato e cortile condominiale. Tuttavia, anche qui emergono irregolarità: il contratto proposto è di tipo transitorio, una formula che può essere utilizzata solo in presenza di requisiti specifici e con canoni calmierati. Secondo il Sunia, tali condizioni non sarebbero rispettate, configurando un’ulteriore distorsione del mercato.
Il “loft” da 20 metri
A completare il quadro c’è un altro annuncio, questa volta in zona via Niccolò Biondo, che propone un “loft” di 20 metri quadrati a 600 euro mensili, cui si aggiungono ben 200 euro di spese forfettarie. Anche in questo caso l’immobile è classificato come commerciale e non è prevista la residenza. Le fotografie pubblicate si concentrano quasi esclusivamente sul bagno, nuovo ma estremamente piccolo, mentre poco o nulla si vede dello spazio abitativo vero e proprio. Il prezzo richiesto supera i canoni concordati e le spese appaiono sproporzionate rispetto alle dimensioni dell’alloggio. I tre casi descritti rappresentano esempi limite, ma indicativi di una tendenza più ampia. La pressione del mercato, unita alla scarsità di offerta, sta generando situazioni in cui i confini tra legalità e abuso si fanno sempre più labili. Per il sindacato Sunia, è necessario intervenire con urgenza, rafforzando i controlli e ampliando l’offerta di edilizia residenziale accessibile. Senza un’inversione di rotta, il rischio è quello di una città sempre meno inclusiva, incapace di trattenere lavoratori essenziali e destinata a vedere aggravarsi le disuguaglianze sociali.
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