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Il compleanno

La prima Gazzetta di Modena torna in edicola: in omaggio la copia del 20 giugno 1859

di Ginevramaria Bianchi
La prima Gazzetta di Modena torna in edicola: in omaggio la copia del 20 giugno 1859

Sfogliando il giornale, i lettori troveranno il primo numero uscito. Recuperata grazie al sindaco di Medolla Calciolari e al fondo Righi-Guerzoni

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MODENA. Domani – 20 giugno -, in edicola, troverete un giornale che non dovrebbe esserci. Non perché sia stato stampato per errore. Ma perché è già uscito il 20 giugno 1859. È parecchio vecchio, lo sappiamo.

L’edizione in omaggio

Ma non si tratta proprio di una qualunque edizione: è la prima Gazzetta in assoluto. E allora, per festeggiare i suoi centosessantasette anni, abbiamo deciso di riportarla nelle edicole. Domani, assieme al solito quotidiano, voi lettori troverete quindi la ristampa integrale del numero con cui iniziò la storia della nostra testata. Le stesse pagine, gli stessi titoli, le stesse notizie che i modenesi lessero quando l'Unità d'Italia doveva essere ancora fatta. Quando gli italiani dovevano ancora diventare tali. Quando gli Este lasciarono il posto ai Savoia. Sarà un piccolo viaggio nel tempo, che faremo grazie all’acquisizione del fondo Righi-Guerzoni da parte del sindaco di Medolla Alberto Calciolari.

Il ritrovamento della copia

Per recuperare questa prima edizione, infatti, ci è bastato andare a Medolla, pochi giorni fa, quando il primo cittadino ci ha aperto la porta del municipio. L’edificio era quasi vuoto, il pomeriggio stava scivolando verso sera, e la stanza in cui ci ha portati era una specie di geografia della memoria locale. Il primo gonfalone custodito in una teca. I periodici della città appesi alle pareti. Volumi antichi impilati ovunque. Calciolari li guardava come si guardano vecchi amici. Poi, si è fermato davanti a uno di quei tomi enormi, lo ha aperto e ha cambiato espressione. Dentro quelle pagine c'era una delle pochissime copie esistenti del primo numero della Gazzetta. È una scoperta che ci emoziona, e che speriamo possa emozionare anche voi, perché crediamo che avere un legame col territorio sia anche questo: capire che un giornale vecchio di un secolo e mezzo non è un cimelio, ma una conversazione che continua. Calciolari sfoglia lentamente le pagine della Gazzetta di allora. Legge qualche titolo. Si ferma su una notizia dall'Africa, poi dagli Stati Uniti, poi dalla Francia. «Vedete? – dice – Già un tempo la vostra idea era quella di raccontare il mondo». La Gazzetta usciva il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Quotidiano lo sarebbe diventato molto più tardi. Ma la vocazione era già quella.

L’intervista al sindaco

Sindaco, siamo davanti a un reperto che per noi ha un valore enorme. Che effetto fa averlo qui a Medolla?
«Fa piacere sapere che un Comune come Medolla possa custodire uno dei pochissimi esemplari ancora esistenti del primo numero della Gazzetta di Modena. Credo che una delle missioni più importanti delle amministrazioni pubbliche sia riuscire a conservare il proprio patrimonio storico e culturale».
Come arriva a Medolla una collezione di questo livello?
«Attraverso il fondo Righi-Guerzoni che abbiamo acquisito, e che rappresenta una raccolta straordinaria di materiali legati alla storia modenese. Ci sono riviste, giornali, saggi, studi sull'arte, sull'architettura, sulla cultura del territorio. Una vera biblioteca».
Un'eredità notevole
«Direi di sì. E soprattutto un patrimonio che rischiava di andare disperso. Invece oggi ha trovato una prospettiva pubblica».
Dietro questo fondo c'è la figura della professoressa Lidia Righi Guerzoni
«Una professionista che ha dedicato gran parte della propria vita allo studio della storia modenese. Era una donna rigorosa, una collezionista appassionata e una persona che conosceva profondamente il territorio».
Che cosa l'ha colpita maggiormente quando ha iniziato a esplorare la collezione?
«Naturalmente la Gazzetta è un pezzo eccezionale. Ma non è l'unico. C'è un esemplare dell'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert che è particolarmente interessante. C'è un graduale estense. C'è una preziosa edizione della Secchia Rapita del 1744. E poi tanti altri materiali che meritano studio e attenzione».
Materiali da restaurare e valorizzare.
«Esatto. Ci siamo già attivati per il restauro dell'Enciclopedia. Ma il lavoro decisivo sarà un altro: catalogare tutto questo patrimonio, per renderlo accessibile agli studiosi, agli studenti, ai ricercatori, ma anche ai semplici curiosi».
Forse anche l’edizione della Gazzetta di domani, con la ristampa integrale della prima edizione del giornale che uscì nel 1859, è una forma di restituzione pubblica
«Decisamente lo è. E credo sia molto importante. La cultura non deve restare confinata negli archivi».
Secondo lei la professoressa sarebbe contenta di ciò che uscirà domani in edicola?
«Ne sono convinto. Anche perché il percorso di acquisizione è stato avviato quando era ancora in vita. Non solo era informata, ma lo desiderava. Era contenta che il materiale restasse nel territorio modenese e diventasse pubblico».
Dove verranno conservati questi volumi d’ora in avanti?
«Faranno parte delle collezioni della nuova Casa della Cultura di Medolla».
E questi volumi cosa raccontano di ciò che c’è stato prima della Gazzetta?
«Prima del 20 giugno 1859 c’era il Messaggero di Modena, che era l'organo ufficiale del Ducato Estense. E fino al 10 giugno 1859 pubblica ancora lo stemma degli Este. Poi accade ciò che sappiamo: la fuga della dinastia, l'arrivo dei Savoia, il cambiamento politico. Il 15 giugno il giornale riparte con una nuova numerazione e scompare lo stemma estense per far spazio a quello sabaudo. Infine, il 20 giugno cambia anche il nome della testata e nasce la Gazzetta di Modena».
Si può dire che la Gazzetta sia tornata a casa con questa donazione generosa?
«In un certo senso sì. E ripubblicare quel primo numero e raccontarne la storia significa riportare nelle case dei modenesi una parte importante della loro memoria collettiva».
Domani quel giornale compirà 167 anni. Vuole fargli un augurio?
«Una volta si diceva “ad multos annos”. E credo sia l'augurio più adatto. La Gazzetta svolge da sempre un ruolo importante nell'informazione del territorio. Lo fa con rigore, serietà e schiena dritta. Noi, nel frattempo, continueremo a restaurare, catalogare e valorizzare questo dono che abbiamo ricevuto in custodia, perché parla della nostra storia, di noi. Di una comunità che, attraverso queste pagine, seppur ingiallite, può ancora riconoscersi». 

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