«Musica a tutto volume e fuochi d’artificio: fuori dal carcere ormai è sempre così»
Il racconto dei residenti vicino al carcere Sant’Anna dopo che giovedì notte i “botti” per i festeggiamenti di un detenuto uscito di galera hanno causato un incendio di un campo: «Secondo episodio in pochi giorni»
MODENA. La terra è carbonizzata, il grano è diventato cenere. Sparito, polverizzato in pochi secondi. L’incendio di giovedì sera ha bruciato due ettari e mezzo in un terreno agricolo in via Sant’Anna. È scoppiato a causa dei fuochi artificiali azionati da alcune persone nei pressi del carcere poco distante per festeggiare un detenuto. «Abbiamo visto le fiamme dalla finestra – racconta Vilson Pellicani, che vive di fianco al luogo dell’incendio, la proprietà della sua famiglia ha subito ingenti danni – e quindi abbiamo chiamato i vigili del fuoco. Il terreno agricolo, che è di un altro proprietario, è bruciato completamente e il rogo ha colpito la nostra siepe e il giardino. Decine di alberi sono da rimuovere perché carbonizzati. Hanno bruciato anche delle voliere nel nostro cortile, dentro c’erano degli uccelli di mio nonno, a cui teneva molto. Sette di loro sono morti, due si sono salvati. Il bilancio è drammatico, ma siamo fortunati: la casa non è stata interessata grazie all’intervento tempestivo dei pompieri, che in pochi minuti si sono precipitati qui. Altrimenti avrebbe perso fuoco il porticato in legno e quindi tutta l’abitazione, che è a pochi metri dalla siepe».
L’intervento dei vigili del fuoco
I vigili del fuoco sono intervenuti con due squadre partite dalla sede centrale e una dal distaccamento di Sassuolo con due autopompe serbatoio, due autobotti e un modulo boschivo. Le operazioni di spegnimento e bonifica dell’area sono durate due ore, dalle 22 a mezzanotte. Sul posto anche la polizia di Stato per le indagini. Anche la zia di Pellicani, Antonella Piccinini, era in casa al momento dei fuochi d’artificio.
«E’ diventata una cosa ricorrente»
«Quando abbiamo sentito dei botti abbiamo capito subito che si trattava di festeggiamenti fuori dal carcere. Ormai è diventata una cosa ricorrente, quando i detenuti vengono liberati i familiari si ritrovano lì davanti alla casa circondariale, mettono musica a tutto volume e fanno esplodere fuochi artificiali. Un evento così grave non si era mai verificato, ma il pericolo c’è sempre, ogni volta che ci sono questi festeggiamenti. Di solito, li vediamo entrare nel campo dalla strada sterrata utilizzata di giorno dai trattori». Il danno al proprietario del campo, gestito da terzisti, è di 5-6 mila euro.
«Si vede tutto dalle telecamere»
Una testimone: «Dai video di alcune telecamere della zona si vede un’auto nera arrivare, la musica neomelodica partire e poi i fuochi che incendiano il campo. È sempre così, quasi quotidianamente». È il secondo incendio che scoppia nella zona nel giro di pochi giorni. Domenica pomeriggio, nel podere dall’altro lato della carreggiata, 9 ettari di grano sono bruciati in pochi minuti. «Mi hanno chiamato alle 18 – racconta Luca Gazzotti, proprietario del terreno – quando ormai il 70% del raccolto era già cenere. Parliamo di una perdita che si aggira attorno ai 15mila euro. Sembra che sia partito dal campo a fianco, dove un vicino ha bruciato alcune sterpaglie, il vento ha poi spostato il fuoco nel nostro campo. Noi abbiamo perso tre quarti del podere, ma anche in questo caso poteva andare molto peggio, l’intervento dei vigili del fuoco ha evitato che l’incendio si propagasse nel centro abitato poco distante. Invitiamo la cittadinanza alla prudenza, perché le raffiche di vento e il caldo di questo periodo possono generare incendi gravi», conclude Gazzotti.
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