Per due volte si denuda davanti alla cameriera: choc al circolo Arci
Incredibile episodio alla Taverna di Novi: il 53enne è finito a processo. Non voleva saperne di rivestirsi, sono dovuti intervenire i carabinieri
Novi di Modena. In una tranquilla giornata sconvolge la vita al circolo Arci denudandosi due volte davanti alla volontaria che sta servendo ai tavoli, probabilmente perché un po’ troppo brillo dopo aver alzato il gomito. E adesso è a processo per atti osceni in luogo pubblico, perché siamo nelle vicinanze di un parco frequentato anche da famiglie e bambini.
Cosa è successo
Protagonista della vicenda un 53enne campano che da molti anni (più di dieci) frequentava abitualmente il Circolo Arci Taverna di Novi. L’episodio è accaduto il 20 ottobre 2023 e ha comportato anche l’intervento dei carabinieri. La volontaria 68enne davanti a cui l’uomo si è denudato ha ripercorso la vicenda ieri mattina in tribunale.
La testimonianza
«Conoscevo quell’uomo perché era un cliente abituale del bar – ha raccontato – ma non c’erano stati problemi in precedenza. Ricordo bene l’accaduto anche a quasi tre anni di distanza ormai, perché sono rimasta sconvolta. Quel giorno io stavo tenendo dietro al bar, e stavo servendo anche i tavolini esterni. Mentre uscivo per andare ai tavoli, vedo quest’uomo seduto che mi guarda e all’improvviso si toglie i pantaloni, mostrandomi i genitali. Sono rimasta scioccata, e sono tornata al bar. Sono uscita una seconda volta e lui l’ha rifatto: si è tirato giù di nuovo i pantaloni e mi ha rifatto vedere i genitali. C’erano 4-5 persone, che hanno visto tutto».
La dinamica è avvenuta senza alcuna spiegazione, se non legata allo stato di alterazione dell’uomo: «Credo che fosse ubriaco – ha precisato la volontaria – mi sembrava molto alterato». Un cliente è venuto in soccorso della signora, ed è stato aggredito: «Cercava di far ragionare quell’uomo, di farlo smettere facendogli rimettere i pantaloni, ma lui non voleva saperne, e l’ha sbattuto per terra».
Le indagini
Sono stati quindi chiamati i carabinieri, che hanno riportato la calma e ricostruito l’accaduto. A quel punto, dato che si tratta di un reato procedibile d’ufficio, per il 53enne è scattata la denuncia per atti osceni in luogo pubblico. La Procura ha aperto un fascicolo ed è finito a processo. Rischia dai 4 mesi ai 4 anni di carcere perché la Taverna è nei pressi di un parco frequentato: «C’erano diverse persone quando è successo – ha ricordato la volontaria – anche se non so dire se ci fossero anche bimbi».
L’avvocato del 53enne aveva chiesto di sottoporlo a una perizia psichiatrica prima di iniziare il dibattimento, ma l’istanza è stata respinta ieri dal giudice: «Dalla documentazione in atti – ha sottolineato il giudice – non risulta alcuna patologia dell’imputato tale da giustificare una perizia psichiatrica». Da qui il via libera all’audizione della signora, principale testimone. È stata così eloquente nel ricostruire i fatti che il pm ha rinunciato a sentire i carabinieri. Il processo proseguirà comunque con altri testimoni l’11 settembre.
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