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La sentenza

Stop all’ampliamento della MonteRè: sentenza favorevole ai residenti

di Giovanni Medici

	L'area di strada Cadiane in cui dovrebbe essere ampliata la sede MonteRè
L'area di strada Cadiane in cui dovrebbe essere ampliata la sede MonteRè

Il Consiglio di Stato conferma la bocciatura del Tar al progetto della Cooperativa Modenese Essicazione Frutta e chiede di rifare tutto: «Traffico sottostimato»

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MODENA. Ampliamento MonteRè a Santa Maria di Mugnano, tutto da rifare. Il Consiglio di Stato (sede giurisdizionale, sezione quarta, presidente Vincenzo Lopilato) ha emesso infatti nei giorni scorsi una sentenza favorevole ai residenti di via Cadiane che non vogliono l’ampliamento dello stabilimento e contraria in buona parte al ricorso presentato dalla Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta, proprietaria del marchio MonteRè, contro l’ordinanza che il Tar di Bologna ha emesso l’anno scorso sul tema.

La sentenza

Nel testo della sentenza del Consiglio di Stato si legge che «appare contrastare con i dati acquisiti nel corso dell’istruttoria, l’assunto che l’incremento di traffico sarà contenuto in un mese all’anno atteso che l’aumento di prodotto conferito all’impianto da realizzare comporterà logicamente un aumento di prodotto finale che dovrà essere caricato su automezzi; non si può fondare inoltre il parere favorevole sulle opere di viabilità che verranno realizzate nel medio-lungo periodo». In merito al riuso di terreno e l’allocazione dell’ampliamento in zone contigue “emerge come l’istruttoria svolta dal Comune appellato sia carente”. Solo per quanto riguarda l'impatto acustico il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di MonteRè. L’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari nella seduta del Consiglio comunale del 25 maggio aveva già peraltro spiegato che dal punto di vista dell’impatto acustico il cantiere risultava conforme ai limiti previsti dalla normativa vigente. Dalle valutazioni tecniche effettuate dall’Ufficio impatto ambientale del Comune «emerge, infatti, che il contributo acustico delle nuove strutture risulta contenuto e tale da non determinare – disse Molinari - variazioni apprezzabili dei livelli sonori complessivi presso le abitazioni».

La vicenda

Riepilogando la vicenda ricordiamo che un’ordinanza della Seconda sezione del Tar del febbraio 2025 ha disposto dopo le proteste dei residenti la “cristallizzazione” dell’ampliamento (un raddoppio dell’esistente) autorizzato da una delibera del Consiglio comunale dell’aprile 2024 (con effetto di variante agli strumenti urbanistici vigenti) nonché del relativo Permesso a costruire: in via Cadiane sono stati già realizzati alcuni interventi sulla viabilità (tre piazzole di scambio) per favorire l’accesso dei camion alla zona del cantiere, che ha finora portato allo sbancamento di un terreno. Ai primi di settembre è arrivata poi la bocciatura del Tar e il successivo ricorso dell’azienda al Consiglio di Stato, che ha ora emesso la sentenza. La Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta è un’azienda fondata nel 1967 per intuizione e volontà di un gruppo ristretto di frutticoltori modenesi, a cui presto si aggiunsero altri produttori di diverse parti d'Italia. Gherardo Rangoni Machiavelli è il presidente.

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