Gazzetta di Modena

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Il caso

«Saluti romani nel raduno al Novi Sad, è apologia di fascismo»

di Ambra Prati
«Saluti romani nel raduno al Novi Sad, è apologia di fascismo»

Un 22enne e altri sono accusati per il gesto durante la manifestazione del 24 maggio al parco a Modena

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MODENA. Ha fatto il saluto romano durante una manifestazione a Modena per la sicurezza, dopo la tragedia in via Emilia. Ora un giovane di 22 anni reggiano, residente a Sant’Ilario, ha ricevuto l’avviso di conclusioni delle indagini: è accusato – insieme ad altri – di apologia del fascismo.

La manifestazione

La vicenda è accaduta sull’onda del terribile gesto di Salim El Koudri, 31enne cittadino italiano residente a Ravarino, che ha lanciato la propria auto volontariamente contro i passanti, travolgendone otto (due gravi) per poi accoltellare un uomo che cercava di fermarlo. Il 31enne, con problemi psichiatrici, si trova tuttora in carcere per i reati di strage e lesioni aggravate. Dopo l’accaduto a Modena si sono svolte manifestazioni e contromanifestazioni. Il 24 maggio un’ottantina di persone hanno risposto all’appello dell’ex pugile e militante di destra Frank Mascia, ora coordinatore della sicurezza nel partito del sindaco di Terni Stefano Bandecchi, e si sono ritrovate al parco Novi Sad con tricolori e megafoni. Ottanta persone in tutto, filmate dalle telecamere e tenuti d’occhio da agenti in borghese della Digos della questura.

Il saluto romano

Proprio a quest’ultimo presidio denominato “Modena si rialza - I cittadini scendono in piazza per la sicurezza” ha partecipato il 22enne sceso in piazza insieme ad altri amici. Ora le certosine procedure di identificazione sono state chiuse: il 22enne e altri manifestanti hanno ricevuto l’avviso di garanzia; secondo gli inquirenti mentre risuonava il brano “La leggenda del Piave” avrebbe «compiuto pubblicamente manifestazioni usuali del disciolto partito fascista». Da qui l’accusa di apologia del fascismo in base all’articolo 5 della cosiddetta legge Scelba del 1952, punibile con la reclusione fino a tre anni e una multa. Il giovane reggiano si è affidato all’avvocato difensore Gianluca Tirelli. Occorre dire che il tema è molto discusso: in Italia l’apologia del fascismo è reato, ma con confini precisi e secondo la recente giurisprudenza è punita penalmente quando costituisce una minaccia concreta di riorganizzazione del disciolto partito fascista. 

 

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