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Peste suina, c’è un caso positivo nel Modenese

Peste suina, c’è un caso positivo nel Modenese

Ritrovata una carcassa di cinghiale infetta sotto il monte Spigolino a Fanano. Nessun pericolo per l’uomo, ma attenzione agli allevamenti: ecco le precauzioni

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È positiva alla peste suina (Psa) la carcassa di cinghiale recuperata fra sabato e domenica sotto il monte Spigolino, nel territorio di Fanano. A segnalare la presenza dell'animale è stato un escursionista che, durante una passeggiata, ha contattato il numero unico regionale dedicato alle segnalazioni. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i servizi veterinari dell'Azienda USL e le autorità competenti per il recupero della carcassa e gli accertamenti sanitari, che hanno confermato la positività al virus. Il ritrovamento non rappresenta un rischio per la salute delle persone: la peste suina africana, infatti, non è trasmissibile all'uomo né attraverso il contatto con gli animali né tramite il consumo di carne. Si tratta però di una malattia altamente contagiosa e spesso letale per cinghiali e suini domestici, con conseguenze molto rilevanti per gli allevamenti e per l'intera filiera suinicola.

L'area di Fanano e del comprensorio del Corno alle Scale rientrava già tra i territori interessati dalle misure di sorveglianza predisposte dalla Regione Emilia-Romagna, in considerazione della vicinanza ai focolai individuati nei mesi scorsi lungo il versante appenninico. La conferma di questa positività potrebbe comportare un aggiornamento delle aree soggette a restrizione, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale ed europea.

La Regione Emilia-Romagna ricorda che la collaborazione di cittadini, escursionisti, cacciatori e frequentatori della montagna è fondamentale per limitare la diffusione del virus. Chi frequenta boschi e sentieri è invitato ad adottare alcune semplici precauzioni come pulire accuratamente e disinfettare le calzature al termine delle escursioni, ripetendo l'operazione anche una volta rientrati a casa; pulire e disinfettare le zampe dei cani che hanno accompagnato l'escursione; evitare di abbandonare nell'ambiente qualsiasi tipo di rifiuto o residuo alimentare; parcheggiare, quando possibile, su superfici asfaltate anziché su terreni naturali; non avvicinarsi né spostare carcasse di cinghiali rinvenute nei boschi. In caso di avvistamento di cinghiali morti o in evidente difficoltà, è importante non intervenire direttamente e segnalare immediatamente il ritrovamento al numero unico regionale 051 6092124, consentendo ai servizi veterinari di effettuare i controlli necessari. Le autorità sanitarie ribadiscono che l'obiettivo delle misure non è limitare la fruizione del territorio, ma ridurre il rischio che il virus venga trasportato accidentalmente da persone, mezzi o attrezzature. Anche piccoli gesti di attenzione possono contribuire a contenere la diffusione della malattia e a proteggere un comparto produttivo di grande importanza per l'Emilia-Romagna.
 

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