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A Ravarino

Scappa da casa e morde un operaio: il cane finisce in “libertà vigilata”

di Mattia Vernelli
Scappa da casa e morde un operaio: il cane finisce in “libertà vigilata”

Emanata un’ordinanza restrittiva perché considerato pericoloso: tra le misure ad hoc adottate per il Pastore del Caucaso, compare l’obbligo di utilizzare il guinzaglio a una misura non superiore a un metro e mezzo oltre alla museruola nei luoghi aperti e in pubblico, ma anche di adeguare, nel più breve tempo possibile, la recinzione del luogo di detenzione del cane

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RAVARINO. Un cane che scavalca una recinzione, fugge e attacca un operatore tecnico impegnato a eseguire dei lavori in strada. Gli rifila un morso ben assestato, di fauci che non sono “nella media”: si tratta di un Pastore del Caucaso, che come minimo pesa 45 chili e può arrivare fino a 90, ottimo esemplare da guardia originario dei paesi dell’Est. Probabilmente ha preferito risparmiare l’uomo, che è stato poi soccorso dal 118, perché data la stazza poteva infliggere ferite potenzialmente letali.

Cosa è successo


La storia che giunge da Formigine è particolare non solo per il tragico fatto in sé sul quale sono in corso indagini della polizia locale e dell’Ausl, ma anche per la misura restrittiva disposta all’animale dal Comune di Ravarino, in cui la padrona risiede. Data la gravità della vicenda, infatti, il Comune ha emanato un’ordinanza contenente misure “preventive”, traducibili in una sorta di semi-libertà vigilata per il cane, adeguandosi alle disposizioni ministeriali e alle leggi regionali vigenti in materia di animali domestici potenzialmente pericolosi “considerate le caratteristiche fisiche – si legge nel documento approvato –, l’indole e le potenzialità offensive”.

Gli obblighi per il padrone



Tra le misure ad hoc adottate per il Pastore del Caucaso, compare l’obbligo di utilizzare il guinzaglio a una misura non superiore a un metro e mezzo oltre alla museruola nei luoghi aperti e in pubblico, ma anche di adeguare, nel più breve tempo possibile, la recinzione del luogo di detenzione del cane. Il cane infatti, quando si trova all’aperto, sia all’interno della propria residenza, deve essere detenuto all’interno di un box o di un’area recintata alta almeno due metri.
L’animale avrà bisogno, con ogni probabilità, anche di un percorso rieducativo: il Comune ha richiesto, entro 30 giorni, una visita e valutazione per il cane da un medico veterinario comportamentalista, inviando la relazione al Comune e al Servizio Veterinario Ausl. La stessa azienda sanitaria e la polizia locale di Formigine stanno portando avanti le indagini per ricostruire con esattezza quanto accaduto e per verificare eventuali precedenti come cane morsicatore ed eventuale presenza di rabbia. Un episodio che ha destato un certo scalpore in città, sul quale procedono gli accertamenti.

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