Muore a 32 anni in un incidente: «Emanuele era un pozzo di vita»
Il ricordo dello zio di Emanuele Bertolino, morto in un tragico schianto in moto a San Cesario: «Aveva perso entrambi i genitori, non meritava questa fine. Il suo sogno? Lavorare per la Ferrari»
CASTELFRANCO. Da Mondragone, in provincia di Caserta, era venuto a Modena in cerca di un futuro migliore. Emanuele Bertolino, 32 anni, morto giovedì in un terribile schianto in moto, quel futuro se lo era costruito con le unghie e con i denti. Da solo – la sua mamma è morta tanti anni fa, il papà nel 2024 – aveva scelto di lasciare il paese natale per lavorare da Amazon nella sede di Spilamberto, trovando casa nella vicina Castelfranco. Poi, in un istante, proprio mentre era sulla strada per il lavoro all’altezza di San Cesario, si è spento tutto.
«Si era trasferito qui da solo per lavoro, quando aveva 25 anni. Lavorava ad Amazon, a Spilamberto. Ricordo ancora il giorno in cui è partito: era una persona molto intraprendente, determinata e con tanta voglia di costruirsi un futuro – racconta in lacrime lo zio Massimiliano Bertolino – . La sua vita è stata profondamente segnata dai lutti. Aveva perso entrambi i genitori: sua madre era morta a soli 50 anni a causa di una malattia degenerativa, la cosiddetta 'mucca pazza', una tragedia devastante per tutta la famiglia. Suo padre è venuto a mancare nel 2024 dopo una malattia. Anche mia sorella – l’altra zia di Emanuele – è scomparsa nel 2023». A Modena aveva trovato un bel lavoro, una casa e un’indipendenza economica che gli aveva finalmente permesso di comprare una moto, la sua passione, e una bella auto. Il sogno? Quello, un giorno, di lavorare per la Ferrari, il massimo per ogni appassionato di motori. «Qui si era costruito una bella indipendenza economica e una vita stabile. Era una persona con la testa sulle spalle – continua lo zio –. Fin da piccolo aveva una grandissima passione per i motori. Pur non avendo mai studiato meccanica, era capace di smontare e rimontare un'automobile come se nulla fosse. Amava le auto, ne cambiava spesso e aveva acquistato anche un'Audi. E poi la moto... amava anche andare in moto ma era una persona con la testa sulle spalle, non uno spericolato. Credo che quel giorno stesse molto probabilmente andando al lavoro. So che la sua macchina era in assistenza dal meccanico e penso che sia stata una tragica fatalità. Emanuele non meritava una fine del genere».
Bertolino procedeva sulla sua moto in via per Spilamberto intorno alle 19 quando, per cause in corso di accertamento, si è schiantato contro un altro mezzo. Non sono chiare le cause del violento impatto, ma il centauro è stato sbalzato per diversi metri. Disperati i tentativi di soccorso da parte dei sanitari giunti con un’automedica e un’ambulanza. È stato attivato anche l’elisoccorso decollato da Pavullo, ma atterrato sul posto l’uomo era già deceduto.
«Mi piace pensare che adesso non sia più solo. Che abbia finalmente ritrovato il suo papà e la sua mamma, e che il loro abbraccio, atteso per tanti anni, lo accompagni nella pace eterna. A noi restano il dolore, i ricordi e la certezza che il suo sorriso continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene. Ciao Emanuele. Veglia su tutti noi insieme ai tuoi genitori. Non vi dimenticheremo mai. Riposate in pace» ha concluso lo zio.
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