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Jazz Open, Modena si prende la scena internazionale con sei giorni di grande musica

di Andrea Marcheselli
Jazz Open, Modena si prende la scena internazionale con sei giorni di grande musica

Artisti e produzioni di prestigio. Tra i protagonisti sono in arrivo Jean Michel Jarre, Cullum e Moby

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MODENA. È una settimana davvero eccezionale quella che si apre oggi per Modena, chiamata ad ospitare un evento come “Jazz Open”, uno dei festival musicali più importanti d’Europa, in quella che è la sua straordinaria prima edizione italiana. Da oggi a sabato prossimo, 18 luglio, la kermesse nata a Stoccarda una trentina di anni or sono sotto la direzione artistica di Jurgen Schlensog proporrà infatti una selezione di eccellenti star del firmamento mondiale musicale e astri nascenti della scena più alternativa, musicisti che rileggono la tradizione in chiave moderna e irriducibili innovatori costantemente alla ricerca di nuovi percorsi, nuove soluzioni sonore.

La formula “Jazz & Beyond”

I puristi del jazz magari storceranno un po’ il naso riconoscendo poco della musica da loro più amata nelle performance in programma, ma anche qui dobbiamo constatare che la flessibilità ormai acquisita dal termine è riscontrabile nella maggior parte delle rassegne jazzistiche, a cominciare dalle ormai storiche Umbria Jazz o Jazz a Juan di Juan-Les-Pins. Ed anche per questo debutto italiano “Jazz Open” conferma la propria formula che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, dal pop al soul e al rock, fino ad arrivare all’elettronica, all’insegna dello slogan “Jazz & Beyond”.

Gli artisti

Nei prossimi giorni quindi Modena trasformerà il proprio centro in un palcoscenico a cielo aperto: saranno tre infatti i luoghi destinati ad ospitare i concerti: Piazza Roma, ove sotto lo sguardo severo di Palazzo Ducale verrà posto un palco largo 29 metri ed alto 16 pensato per le grandi produzioni internazionali, con visual potenti e maxi schermi che dialogheranno in tempo reale con impianti audio e luci di ultima generazione, progettati per stupire e trasportare il pubblico a 360° dentro la musica. Il parterre flessibile cambierà a seconda dell’evento, da una configurazione con i soli posti a sedere ad una mista, fino alla versione "solo in piedi" per permettere al pubblico di partecipare ballando; poi il “Baluardo”, che ospiterà la programmazione maggiormente legata alle consuetudini jazzistiche, con alcuni tra i più interessanti protagonisti della scena attuale internazionale; infine il Giardino Ducale Estense, che sarà il luogo dedicato ad ospitare gli Open Stages, concerti gratuiti degli artisti che spingono maggiormente l’acceleratore sul piano dell’innovazione, della ricerca, della contaminazione. Gli artisti ospitati in Piazza Roma hanno del clamoroso: si va infatti da Diana Krall, una delle più premiate ed eleganti voci del jazz contemporaneo, questa sera sul palco che ospiterà pure Gregory Porter, altro pluripremiato cantautore cresciuto sulla scia di Nat King Cole, a Moby, il 14, in un vero e proprio evento che non necessita certo di presentazioni; a Parov Stelar con la techno marching band Meute, il 15, che darà vita alla party night del festival, serata ad alto tasso adrenalinico che promette di far ballare tutta la piazza; a Jamie Cullum e Joss Stone, il 16, l’autore di “Twentysomething”, uno dei dischi britannici più venduti di sempre, e la cantante e attrice britannica con all’attivo 15 milioni di album venduti nel mondo; il 16 invece toccherà a Luca Carboni con il suo “RIO ARI O LIVE Tour” ed infine il 18 a Jean-Michel Jarre, per una chiusura con il pioniere della musica elettronica che porterà “live” uno speciale spettacolo audiovisivo immersivo.

Meno eclatanti, ma non tanto meno significativi sul piano artistico gli appuntamenti al Baluardo e ai Giardini, come è nel caso di Emma Smith e Aaaron Parks, la prima questa sera al locale della Cittadella, che ospiterà il secondo il 16 luglio, mentre Francesca Tandoi, Andrea Sabatino, i Mammal Hands e Herve Samb & Band ne completeranno il programma. Ai Giardini grande attesa infine per Alex Fernet, questa sera, R.Y.F, domani, 14 luglio, gli Sleap-E, il 15, Laura Agnusdei, il 16, Godblesscomputers, il 17, ma soprattutto, sabato 18 luglio, i C’mon Tigre, il collettivo internazionale di artisti creatore di una musica che miscela afro-beat, jazz, funk e hip-hop e che sviluppa la propria identità attraverso un gruppo di musicisti e creator visivi, da una decina di anni protagonisti di una ricerca tra le più intriganti portate avanti sul piano audiovisivo, letteralmente trascinante sotto l'aspetto strettamente sonoro. Tutto questo all’insegna “di un ulteriore salto che Modena si sta preparando a fare”, ha tenuto a sottolineare il sindaco Massimo Mezzetti in occasione della presentazione di “Jazz Open”, «quello di una città che si caratterizza sempre più sulla cultura e sull'offerta di qualità». Anche perché, come affermano Jurgen Schlensog e Marco Broll, direttori della manifestazione, «la formula di Jazz Open è sempre stata quella di un festival aperto, capace di parlare a pubblici diversi e di trasformare la città che lo ospita in un grande palcoscenico, per cui a Modena non ci saranno soltanto concerti straordinari, ma una settimana intera di musica che attraverserà luoghi, generi e generazioni. Affinché ogni cittadino e ogni visitatore possa trovare il proprio modo di vivere il festival. Questo è il vero spirito di Jazz Open: portare la musica nel cuore della città e renderla un’esperienza condivisa».
 

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