Gazzetta di Modena

Modena

Sanità

La denuncia di Cisl: «Abbiamo una Sanità “dopata” che regge grazie al lavoro straordinario dei dipendenti»

di Andrea Marini
La denuncia di Cisl: «Abbiamo una Sanità “dopata” che regge grazie al lavoro straordinario dei dipendenti»

Il sindacato: «Oltre 100mila ore aggiuntive». Intanto dall’Ausl sono previsti 3,5 milioni per nuovo personale

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Una sanità che regge grazie agli straordinari, ai rientri e alle prestazioni aggiuntive dei lavoratori, ma che mostra ormai evidenti segnali di affaticamento. È il quadro emerso dal confronto tra l’Ausl di Modena e le organizzazioni sindacali sul tema dello stress lavoro-correlato e della carenza di personale.

L’allarme

A lanciare l’allarme è la Cisl Funzione Pubblica Emilia Centrale. «I numeri sono impietosi: l’Ausl di Modena ha retto fin qui su un sistema dopato dal lavoro extra, costringendo le persone a vivere come criceti nella ruota», afferma il segretario Gennaro Ferrara. Secondo il sindacato, però, dall’incontro di venerdì con il direttore generale Mattia Altini e la nuova Direzione infermieristica sarebbe arrivato anche un primo segnale di cambiamento, con il riconoscimento delle criticità organizzative accumulate negli anni e la conferma di un piano straordinario di assunzioni finanziato con 3,5 milioni di euro. I dati illustrati dalla Cisl descrivono una crescita significativa del ricorso al lavoro aggiuntivo. Nel 2025 l’Ausl ha liquidato 70.226 ore di straordinario contro le 54.049 del 2024, con un incremento del 30% e una spesa salita a quasi 1,3 milioni di euro. In aumento anche le prestazioni aggiuntive, cioè le ore svolte volontariamente fuori turno e retribuite con tariffe dedicate: 30.554 ore nel 2025, il 37,1% in più rispetto all’anno precedente, per una spesa di oltre 1,34 milioni di euro. Sommando i due istituti si arriva a quasi 101 mila ore di lavoro extra nell’arco dell’anno, equivalenti – secondo i calcoli del sindacato – all’attività annuale di oltre 50 dipendenti a tempo pieno. Non va meglio sul fronte della continuità assistenziale, utilizzata per garantire la copertura dei servizi nei momenti di maggiore difficoltà. Tra agosto e dicembre 2025 sono state remunerate 10.650 ore per un costo di circa 196 mila euro. Nei primi tre mesi del 2026 le ore sono già state 8.868, per oltre 162 mila euro.

A pesare sono anche i cosiddetti rientri da casa, richiesti per sostituire assenze improvvise o coprire turni scoperti. Tra il 2025 e il 2026 sono stati utilizzati 12.887 gettoni, per una spesa complessiva di circa 696 mila euro. L’analisi della loro distribuzione offre una fotografia delle aree maggiormente in sofferenza: il 34,3% dei gettoni è stato assorbito dall’ospedale di Carpi, seguito da Pavullo (16,5%), Mirandola (15,7%), Modena (14,7%) e Vignola (10,8%). Nell’85% dei casi i richiami hanno riguardato infermieri e operatori socio-sanitari.

«La Direzione ha riconosciuto che il personale va coinvolto, valorizzato e governato con una programmazione seria», sostiene Ferrara, che parla di professionisti sottoposti a forte usura psicofisica, con conseguenze sulla vita familiare e un aumento del rischio di errore. Tra le misure discusse nel confronto figurano il pagamento delle prestazioni aggiuntive autorizzate e dei rientri effettuati nei mesi estivi, oltre a un accordo da tre milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato a sviluppo professionale, mobilità interna e welfare aziendale.

Il passaggio considerato più importante dal sindacato riguarda però il piano straordinario di assunzioni. Una richiesta avanzata da anni e che ora, con la conferma del finanziamento da 3,5 milioni di euro, potrebbe tradursi in un rafforzamento degli organici.

“Ora servono scadenze e atti formali”, conclude Ferrara. “Il piano assunzionale è la prima risposta forte al fallimento della vecchia organizzazione. Adesso l’Ausl dimostri di voler andare fino in fondo”.

Il confronto tra azienda e sindacati proseguirà nelle prossime settimane, mentre resta aperta la sfida di ridurre la dipendenza dal lavoro straordinario e garantire una maggiore sostenibilità ai servizi sanitari della provincia.l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google