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Jazz Open Modena, che debutto: Krall e Porter accendono il festival. E adesso arriva Moby

di Paola Ducci
Jazz Open Modena, che debutto: Krall e Porter accendono il festival. E adesso arriva Moby

Jurgen Schlensog, ideatore della manifestazione, è affascinato: «Modena è il teatro ideale all'aperto»

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MODENA. In una piazza Roma gremita da oltre 3mila persone, con appassionati di musica arrivati da diverse parti del mondo, si è aperto ieri sera, con l’inconfondibile voce di Diana Krall, il Jazz Open Modena, prima e unica tappa italiana di uno dei festival jazz più celebri al mondo, nato a Stoccarda da un’idea di Jurgen Schlensog.

Le parole dell’ideatore del festival

«Siamo davvero felici di debuttare con il nostro festival in Italia e, in particolare, a Modena. Questa città vanta una grande tradizione musicale: basta pronunciare in qualsiasi parte del mondo il nome di Luciano Pavarotti perché si pensi subito a un simbolo della musica e a Pavarotti non si può che associare Modena», ha affermato emozionato l’ideatore Schlensog poco prima dell’inizio dello spettacolo di debutto.

Il primo concerto

A inaugurare il festival è stata Diana Krall, cantante e pianista jazz canadese di fama internazionale, che in carriera ha venduto oltre 15 milioni di dischi. Accolta da lunghi applausi, è l’unica artista jazz ad aver visto ben nove album debuttare al primo posto della classifica Billboard Jazz Albums e ha conquistato cinque Grammy Awards e dieci Juno Awards. «Quando abbiamo deciso di portare il festival in Italia, Modena non era l’unica candidata – ha spiegato Schlensog –. Poi ho visitato la città e, arrivato in piazza Roma, ho capito che era la location migliore. La sua conformazione ricorda un teatro a cielo aperto e, circondata dal Palazzo Ducale e dagli edifici storici, permette al suono di diffondersi in modo naturale. È il luogo ideale per unire cultura, storia e musica e ha le dimensioni giuste per consentire al pubblico di vivere gli artisti in un’atmosfera unica e raccolta. Musicisti del calibro di Moby o Jean-Michel Jarre, che saliranno sul palco nei prossimi giorni, si esibiscono solitamente in stadi o grandi arene; qui, invece, sarà possibile ascoltarli e vederli da vicino, vivendo un’esperienza quasi immersiva».

Una line-up d’eccezione

La piazza, con accesso da largo San Giorgio, può ospitare fino a 6.500 persone e la particolarità di questa prima edizione del Jazz Open è che il parterre varierà ogni sera in base agli artisti: sarà in piedi per concerti come quelli di Moby, Parov Stelar, Meute e Jean-Michel Jarre, dove il pubblico potrà scatenarsi a ballare, mentre sarà interamente a sedere per esibizioni più intime, come è stato ieri sera per quelle di Diana Krall e Gregory Porter e come sarà nei prossimi giorni per Luca Carboni.

Il sindaco

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Massimo Mezzetti. «Sono molto contento che il Jazz Open abbia scelto Modena per questa manifestazione, unica nel suo genere, che qui propone la formula Jazz & Beyond: un percorso che parte dalle radici del jazz e si apre a contaminazioni con elettronica, soul e avanguardia. Questa prima edizione sarà un banco di prova, ma sono certo che porterà grandi soddisfazioni e notevole visibilità alla città per almeno altri quattro anni». Il sindaco ha risposto anche alle polemiche nate durante l’allestimento delle tribune accanto alla statua di Ciro Menotti e alle critiche di chi avrebbe preferito il Parco Ferrari come sede dell’evento. «Un festival di questo tipo non poteva svolgersi al parco – ha sottolineato – perché il Jazz Open nasce a Stoccarda per vivere nelle piazze cittadine e anche a Modena doveva mantenere questa caratteristica, che ne rappresenta l’identità e il fascino». Mezzetti ha quindi rivolto le proprie scuse ai cittadini e ai commercianti della zona per i disagi causati dall’allestimento e da quelli che potranno verificarsi durante le sei serate del festival, alcune delle quali, come quella di questa sera con Moby, registreranno il tutto esaurito. «È il primo anno e dobbiamo ancora mettere a punto tutta la macchina organizzativa. È normale che serva un periodo di rodaggio, ma potremo solo migliorare».

Il programma

Dopo Diana Krall, intorno alle 22.30, è salito sul palco Gregory Porter, cantautore e musicista statunitense nato a Sacramento nel 1971, considerato una delle voci più calde e profonde del jazz, del soul e del blues. Questa sera – 14 luglio – sarà la volta di Moby; al Baluardo della Cittadella si esibirà invece Francesca Tandoi, mentre ai Giardini Ducali è in programma il concerto di R.Y.F.

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