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Il lutto

Muore nel sonno a 32 anni: addio a Davide Cristiano, attore della Scuola di teatro

Muore nel sonno a 32 anni: addio a Davide Cristiano, attore della Scuola di teatro

Si trovava a Modena per seguire i corsi Ert

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MODENA. Il mondo del teatro piange la scomparsa di Davide Cristiano, attore, autore e regista originario di Torre Annunziata, morto improvvisamente a soli 32 anni. La tragedia si è consumata a Modena, città dove il giovane artista si trovava per seguire un percorso di formazione teatrale.

La tragedia

Una notizia che ha sconvolto colleghi, amici e istituzioni culturali, lasciando attonita anche la comunità artistica emiliana che negli ultimi mesi aveva imparato a conoscerne e apprezzarne il talento. Secondo le prime ricostruzioni, Cristiano sarebbe stato colpito da un malore fulminante nel suo appartamento durante la notte. L’allarme è scattato dopo ore di silenzio che avevano destato preoccupazione tra le persone a lui vicine. Quando i soccorritori e le forze dell’ordine sono entrati nell’abitazione, però, per il giovane non c’era già più nulla da fare. La sua morte interrompe bruscamente un percorso artistico in piena crescita. Nonostante la giovane età, Davide Cristiano era infatti considerato una delle voci emergenti del teatro contemporaneo. Negli anni aveva costruito il proprio percorso con dedizione, studio e una forte sensibilità espressiva, qualità che gli avevano permesso di ottenere importanti riconoscimenti. Tra questi spicca la vittoria della prima edizione del premio dedicato alla memoria di Enzo Moscato. Per molti era un punto di riferimento, un artista capace di trasformare il teatro in uno strumento di ricerca culturale e umana.

Le condoglianze

Profondo il cordoglio espresso da Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale e dalla Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro, che Cristiano frequentava. In una nota, la fondazione ha ricordato «un giovane attore, autore e regista» che aveva fatto della passione per il teatro il proprio progetto di vita. Da novembre era entrato a far parte della comunità della scuola, lasciando, come sottolineano docenti e compagni, «un ricordo indelebile e fecondo».

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