C’è un castello in Appennino che non difende regni né tesori: veglia sul fiume e produce energia
La centrale idroelettrica San Michele di Enel Green Power, a pochi passi da Pievepelago, fu progettata da Lapo Farinati degli Uberti, discendente del personaggio quasi omonimo citato da Dante nel decimo canto dell’Inferno, utilizzando stilemi tipici del Medioevo
PIEVEPELAGO. A pochi passi da Pievepelago, in via Sagradino, c’è un impianto idroelettrico che sembra un castello medievale: è la centrale San Michele di Enel Green Power. Una piccola centrale (potenza massima di circa 3.6 Megawatt) come tante ce ne sono in Appennino, ma che ha un impatto visivo unico. Fu la S.E.E.E. (Società Emiliana Esercizi Elettrici, nazionalizzata nel 1962) a costruirla e ad inaugurarla nel 1925 (passò poi alla Società Idroelettrica Alto Modenese nel 1936).
La centrale e il suo ideatore
Colui che la progettò fu l’ingegner Lapo Farinati degli Uberti, discendente del personaggio quasi omonimo citato da Dante nel decimo canto dell’Inferno: scelse di utilizzare stilemi tipici del Medioevo per realizzare sullo Scoltenna il fabbricato della centrale, che si trova tra l’altro in una zona freddissima d’inverno. Alle spalle dell’impianto è visibile la condotta forzata che si collega al bacino che alimenta le turbine per la produzione di energia elettrica. A Farinati degli Uberti, che era anche conte, si deve pure la fontana di piazza Corsini a Fanano, realizzata nel 1913 e restaurata nel 2018. Le opere di questo ingegnere, di madre fananese, sono spesso realizzate con i materiali disponibili in zona ovvero la pietra arenaria dell’Appennino. Lapo Farinati degli Uberti fu poi amministratore unico della Società per la Valorizzazione dell’Abetone srl, nata nel 1935, e inizialmente comprò i terreni di buona parte della Valle delle Pozze con l’intenzione di realizzare qui un grandioso centro turistico. Varò un progetto che prevedeva la costruzione di un grande albergo (l’edificio c’è ancora), con diverse dipendenze, piste e impianti di risalita, un lago per il pattinaggio sul ghiaccio e persino un ippodromo ed un circuito automobilistico. In alto, sul crinale, doveva sorgere una torre illuminata da un grande faro che avrebbe fatto della Valle delle Pozze quella che diventerà poi la Val di Luce attuale. I lavori cominciarono nell’estate del 1935 ma vennero interrotti dalla guerra. Farinati morì nel 1948. La stessa creazione del Comune pistoiese di Abetone, nato nel 1936 togliendo una porzione di territorio a Fiumalbo e una a Cutigliano, pare sia stata una sua idea, che trovò ascolto nel regime fascista di cui Farinati degli Uberti era sostenitore. Le due piramidi celebrative che, ancora oggi, si trovano nel centro di Abetone, allineate con lo spartiacque naturale, segnano l’esatto confine all’epoca della costruzione della strada (1766-1776) tra Ducato di Modena e Granducato di Toscana: quella che oggi si chiama Ss12 dell'Abetone e del Brennero scollina a 1.388 metri d’altezza.
Gli altri impianti idroelettrici
Tra i più importanti impianti in provincia, lo ricordiamo, ci sono la centrale di Farneta di Montefiorino (costruita tra il 1924 e il 1928) e quella di Strettara (attiva dal 1919, alla quale nel 2022 se ne è aggiunta una seconda, che sfrutta ed ottimizza le acque rilasciate dalla più antica, prima che vengano restituite al torrente Scoltenna), che si trova vicino all’omonima galleria ed è alimentata dal bacino di Riolunato.
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