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Il viaggio all’Osco di Maranello: «Servizio per tutto il territorio»

di Paolo Braglia
Il viaggio all’Osco di Maranello: «Servizio per tutto il territorio»

Ecco l’ospedale di comunità: la struttura avrà 15 posti letto e si sviluppa su una superficie lorda di circa 1200 metri quadrati

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MARANELLO. La rete di ospedali di comunità sul territorio modenese accoglie una nuova struttura. Si tratta dell’Osco di Maranello, che da alcune settimane è attivo e a servizio dell’area del distretto ceramico. La struttura, che trova spazio precisamente in via Cappella nella frazione di Gorzano, si sviluppa su una superficie lorda di circa 1200 metri quadrati e al suo interno presenta 15 posti letto.

Il sindaco

«Ci teniamo molto a valorizzare quest’area che ha una funzione importante di socialità – spiega il sindaco di Maranello, Luigi Zironi parlando della zona in cui si trova l'edificio – Accanto all’Osco è presente una struttura residenziale per persone con disabilità e centro diurno, un’associazione che si occupa di ippoterapia, ci sono gli orti comunali con la sala civica, un co-housing con persone con fragilità, alloggi sociali e una sede di associazioni di volontariato».

Viaggio dentro l’Osco

In particolare, l’Osco è pensato per essere un ponte tra l’ospedale ed il domicilio accogliendo, ad esempio, pazienti con patologie che improvvisamente hanno una riacutizzazione, ma per le quali il ricovero in ospedale non è necessario, pazienti dimessi dall’ospedale che hanno bisogno di un periodo di assistenza infermieristica continua o di un supporto riabilitativo-educativo prima di poter tornare a casa ed anche pazienti che hanno bisogno di assistenza nella somministrazione di farmaci o nella gestione di presidi e dispositivi. Negli ospedali di comunità operano infermieri e operatori socio sanitari presenti tutti i giorni per 24 ore, fisioterapisti, un medico di assistenza primaria. Di notte e nei fine settimana la presenza medica è garantita dai professionisti del servizio di continuità assistenziale.

La Regione

«Gli Ospedali e le Case della Comunità – affermano il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessore regionale alla sanità Massimo Fabi – sono strutture di fondamentale importanza per fronteggiare la nuova realtà con cui non solo la nostra regione, ma l’intero Paese deve fare i conti: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e delle fragilità. Fanno da ponte tra l’ospedale e il domicilio e rafforzano quella sanità territoriale sempre più vicina alle persone e ai pazienti, sia da un punto di vista fisico che della capacità di rispondere ai loro bisogni, su cui la Regione Emilia-Romagna continua a credere e ad investire. Non solo, perché rispondono anche all’esigenza di intercettare sempre più i bisogni sociali e sanitari, cercando di offrire ai cittadini una risposta integrata e completa, tempestiva e personalizzata. Inaugurare strutture come queste, che spesso nascono grazie al lavoro collettivo di un territorio (istituzioni, aziende sanitarie, imprese, associazioni di volontariato e fondazioni a cui va la nostra riconoscenza) significa toccare con mano la capacità dell’Emilia-Romagna di realizzare, insieme, progetti capaci davvero di migliorare la vita delle persone».

I numeri

La struttura maranellese è stata realizzata grazie all’impegno di più realtà del territorio. L’intervento ha visto un investimento totale di oltre 4 milioni e 200 mila euro. Nel dettaglio, il progetto ha potuto contare su fondi Pnrr per 4.061.513 euro ed un finanziamento tramite mutuo aziendale per 200 mila euro. Il Comune di Maranello si è impegnato direttamente concedendo all’Ausl a titolo gratuito il diritto di superficie sul terreno per 50 anni. Il progetto si è concretizzato coinvolgendo anche altri soggetti. I lavori sull’area esterna e le opere di urbanizzazione, infatti, sono state effettuate dal Comune anche grazie al sostegno di Fondazione di Modena e Ferrari, che ha contribuito pure alla realizzazione dell’Osco.

L’Ausl

«Siamo molto contenti di poter dare il via a questa struttura – dichiara il direttore generale di Ausl, Mattia Altini - In un territorio come quello modenese, caratterizzato da una forte integrazione tra servizi sanitari e sociali, questo modello rafforza concretamente i nostri percorsi, in una logica di vicinanza ai cittadini», conclude Altini. Dopo l’estate sarà inaugurato anche l’Osco di Modena, mentre sono presenti sul territorio da tempo quelli di Castelfranco, Fanano e Carpi. È prevista l’apertura di un ospedale di comunità pure a Vignola e Finale.

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