Tariffa rifiuti, rischio +18% nei prossimi 2 anni: Giunta al lavoro per frenare i rincari
Atersir ha prospettato un aumento dei costi “mostruoso” per il biennio. Mazzi (Modena in Ascolto): «Nel nostro Comune una parte importante di questo incremento è dovuta al cambiamento del sistema di raccolta: solo quest’anno dobbiamo sostenere un costo aggiuntivo di 3,1 milioni di euro per il ritorno ai cassonetti per carta e plastica»
MODENA. Il tempo c’è, e c’è anche la volontà dell’amministrazione comunale di scongiurare almeno in parte quella che anche l’assessore Molinari, replicando in aula al consigliere Negrini (Fdi), ha definito “un batosta”. Perché mentre la giunta è alle prese con le simulazioni dei rincari della tariffa dei rifiuti per il 2026, con l’obiettivo di limare almeno un po’ in bolletta l’aumento dei costi dell’8,8% calcolato da Atersir, emerge un rischio ancora più grosso: quello di un aumento delle tariffe del 18% in due anni, con un doppio +9% tra 2026 e 2027.
I numeri
Del resto, i dati presentati in commissione dall’assessore Molinari, riportando i numeri indicati nel Piano economico finanziario Atersir per il Comune di Modena, dicono proprio quello: il costo del servizio di gestione dei rifiuti in città è cresciuto del 18% in due anni, e quella percentuale andrà coperta proprio tra quest’anno e il 2027. Ora, se per il 2026 i calcoli sono in corso, e in ogni caso entro il 31 luglio dovranno essere definite le tariffe per famiglie e imprese, per quanto riguarda l’anno prossimo almeno il tempo non manca, e di conseguenza il Comune avrà la possibilità di mettere in campo tutte le azioni possibili, come affermato dall’assessore Molinari in Consiglio, per scongiurare il mostruoso aumento del 18% in due anni.
«Incremento elevatissimo»
Un numero che preoccupa anche l’opposizione: «I dati presentati da Atersir nella commissione di venerdì scorso - spiega il consigliere Andrea Mazzi (Modena in Ascolto) indicano che il costo complessivo della raccolta dei rifiuti nel territorio subisce un incremento molto pesante che, per le regole stabilite da Arera, verrà scaricato interamente sui cittadini e le imprese modenesi. L’incremento dei costi del servizio dal 2025 al 2026 è infatti pari al 18,1%, un incremento elevatissimo che corrisponde a un aumento dell’importo che dovranno pagare i modenesi nel 2026 “solo” dell’8,8%, perché Arera impone un vincolo all’aumento annuale dei costi. Ma l’ulteriore incremento i modenesi se lo ritroveranno certamente in bolletta nel 2027 e negli anni successivi. Senz’altro in questi maggiori costi sono inclusi anche incrementi significativi - incalza Mazzi - comuni a tutti il mondo della gestione rifiuti, dovuti al rinnovo del contratto delle cooperative sociali e all’aumento dei costi energetici. Ma nel nostro Comune una parte importante di questo incremento è dovuta al cambiamento del sistema di raccolta: solo quest’anno dobbiamo sostenere un costo aggiuntivo di 3,1 milioni di euro per il ritorno ai cassonetti per carta e plastica, e altri costi saranno caricati anche negli anni prossimi. Se a questo sommiamo i 4 milioni sostenuti per il passaggio dai cassonetti al porta a porta, nonché gli aumenti inflattivi legati a questi costi, otteniamo che solo quest’anno i modenesi si trovano in tariffa un importo di quasi 8 milioni in più per le modifiche al sistema di raccolta. Senza questo doppio passaggio - aggiunge il consigliere - forse un aumento dell’importo complessivo dei costi del servizio ci sarebbe stato, ma senz’altro molto minore del 18,1% deliberato. I modenesi - chiude Mazzi - pagano la scelta fatta nel 2022 dal Comune, e nello specifico dalla giunta Muzzarelli, di imporre il sistema di raccolta porta a porta a tutta la città, un sistema estremamente problematico per una città medio-grande e a cui i cittadini modenesi si sono ribellati in massa costringendo la maggioranza a tornare sui suoi passi».
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