Gazzetta di Modena

Modena

Maltempo

Grandine, agricoltura in ginocchio nella Bassa: «Ho venti ettari di angurie da buttare»

di Manuel Santi

	La grandine che ha devastato le angurie di Morselli nella Bassa
La grandine che ha devastato le angurie di Morselli nella Bassa

Antonio Morselli, imprenditore agricolo di Staggia di San Prospero, fa la conta dei danni nei suoi campi dopo l’ultima ondata di maltempo che ha colpito la Bassa modenese: «Anche chi ha pere, uva o mais ha perso tutto». Danni anche alle auto e alla case

3 MINUTI DI LETTURA





SAN PROSPERO. L’ennesima ondata improvvisa di maltempo piega ulteriormente le coltivazioni dei produttori della Bassa modenese: «Ci si augura che la regione si decida a dichiarare lo stato di emergenza, servono dei provvedimenti di ristoro immediato a favore delle imprese», denuncia un agricoltore. Ieri mattina – 20 luglio – nella pianura modenese si è ripetuta un’ondata di maltempo con temporali e grandinate che hanno imperversato in tutto il territorio.

Le angurie da buttare

Oltre ai danni alle automobili ed alle case, il settore maggiormente colpito è stato indubbiamente quello agricolo e delle produzioni ortofrutticole, come ci racconta Antonio Morselli, imprenditore agricolo di Staggia di San Prospero: «Chi aveva prodotti, come me, all'aperto, non ha più niente. Sono venuti giù chicchi di grandine grandi come pesche e che hanno distrutto gli impianti fotovoltaici. Avevo circa 20 ettari di angurie, ma adesso è tutto da buttare, siamo sostanzialmente fermi. Chi ha prodotti come pere, uva, mais, non ha più niente», racconta. «Ci sono i presupposti perché le organizzazioni e la Regione Emilia Romagna emanino lo stato di calamità, perché i danni sono stati ingenti anche ai fabbricati e alle automobili. Questo maltempo ci ha preso nella totalità, toccati nel lavoro e negli investimenti ventennali». La situazione sta diventando molto dura: «Sono 60 giorni che siamo colpiti da questi eventi incontrollabili, e non è ancora detta l'ultima, si potrebbero verificare altri eventi improvvisi che vanno a creare ancora più danni alle nostre produzioni. Io oggi ho praticamente concluso la stagione in anticipo, avevo una buona produzione ma ho dovuto buttare tutto», conclude Morselli.

Le richieste degli agricoltori

Non manca anche la denuncia di un altro agricoltore della Bassa: «È stata un’annata piena di calamità per l’area nord di Modena, forse il peggior anno dopo il sisma per la campagna. Ci si augura che la Regione si decida a dichiarare lo stato di emergenza, per aprire dei provvedimenti di ristoro immediato a favore delle imprese. La provincia di Modena, specie nella Bassa, è una di quelle più colpite, ma tutta l’Emilia Romagna, non si capisce il motivo per cui ancora assessore agricoltura e il presidente della regione non prendano provvedimenti straordinari per tutelare il settore frutticolo, che è strategico per la produzione, dà occupazione ed è importante per i consumatori». I danni causati dal maltempo, anche in questo caso sono stati importanti. «Stiamo attraversando la fase di maturazione, le piante in questo periodo sono molto più sensibili e sono anche esposte ad un periodo di alte temperature, fuori dalla norma di 6-8 gradi», racconta.

Gravi criticità a Cavezzo

Anche a Cavezzo, altro Comune particolarmente colpito, le squadre comunali, la Protezione Civile, i tecnici e i volontari sono impegnati nella messa in sicurezza delle situazioni più critiche. L’amministrazione comunale sta portando avanti il confronto con gli enti sovraordinati per richiedere il necessario supporto tecnico ed economico, con l'obiettivo di ottenere risorse utili sia a sostenere gli interventi pubblici sia a favorire misure di ristoro per cittadini e attività colpite dai danni provocati dal maltempo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google