Raccolta dei rifiuti, costi in aumento del 9% per il Comune di Modena: cosa succede alle bollette
Entro fine luglio si deciderà come ripartire il rincaro tra famiglie e imprese, l’assessore Molinari: «Faremo tutto il possibile per mitigarne gli effetti». Caos in consiglio comunale, l’opposizione esce dall’aula: «Non votiamo, è una vergogna»
MODENA. Per sapere quanto pagheremo in più dovremo aspettare ancora qualche giorno, anche se la mela non dovrebbe cadere tanto lontano dall’albero: per quest’anno il servizio costerà quasi il 9% in più, per la precisione l’8,8%, e il rincaro in bolletta non si discosterà più di tanto da questo dato, anche perché una riduzione dell’aumento per le famiglie coinciderebbe con un rincaro a doppia cifra per le imprese. Al centro c’è il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che ieri è arrivato in Consiglio comunale a Modena con la delibera di presa d’atto del Piano economico finanziario presentato ai Comuni dall’agenzia regionale Atersir, che per il capoluogo, appunto, prevede un aumento dei costi dell’8,8% per quest’anno.
Le ragioni degli aumenti
A illustrare la delibera è stato l’assessore al Bilancio e all’Ambiente Vittorio Molinari: «Questa – ha detto in aula – è la delibera di presa d’atto del Piano economico e finanziario sul costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti. Nella commissione di venerdì abbiamo spiegato come si formano i valori: un meccanismo complesso che sostanzialmente ha due voci economiche, ovvero una direttamente proveniente dall’appalto dei servizi offerti dal gestore, mentre la seconda si riferisce ai servizi aggiuntivi che dal 2022 e soprattutto nel 2023 sono stati richiesti al gestore in aggiunta a quelli previsti dall’appalto. Per Modena – ha aggiunto Molinari – queste due voci per il 2026 danno un valore complessivo di 42 milioni 810mila euro, con un incremento dei costi dell’8,8% rispetto all’anno precedente. Un rincaro determinato in primo luogo dagli aumenti contrattuali degli operatori delle cooperative sociali, poi dal maggior costo dei servizi integrativi e dal recupero dell’inflazione. Un aumento – ha precisato l’assessore – che non si tradurrà automaticamente in un aumento dell’8,8% delle bollette per i cittadini: le ricadute possono essere diverse a seconda della tipologia e delle caratteristiche dell’utenza. Ci tengo a precisare che gli aumenti che ci troviamo ad affrontare sono dovuti anche all’inflazione, a partire da energia e carburanti, che a catena influiscono su servizio gestione rifiuti. Questo non vuol dire che questi numeri ci piacciano – ha aggiunto Molinari – ma al di là dei malumori di noi amministratori, dobbiamo anche fare i conti con la realtà dei fatti, con un impegno assunto anche in sede di consiglio locale Atersir. Quello che posso garantire è che come amministrazione faremo tutto il possibile per mitigarne gli effetti».
Cosa succede alle bollette
Per quanto riguarda l’entità precisa dei rincari, dunque, con l’approvazione della delibera arrivata ieri sera è partito il percorso «che poterà la giunta a deliberare tariffe 2026 – ha spiegato ancora l’assessore – siamo ancora in attesa della prima simulazione del gestore Hera, che deve farla per tutti i Comuni della provincia sud: al momento sono un po’... ingolfati, ma molto presto arriveranno, forse stasera stessa (ieri, ndr). A quel punto, la giunta di mercoledì valuterà questa prima simulazione e gli indirizzi per ulteriori simulazioni, poi la commissione consiliare presenterà la delibera in modo da definire le tariffe 2026 entro il 31 luglio».
Differenziata e qualità della raccolta
L’assessore ha quindi affrontato alcuni aspetti sulla qualità del servizio di raccolta rifiuti: «Sicuramente ci sono delle criticità su qualità del servizio e pulizia della città, ma le zone in questione sono state individuate, quindi tutte le situazioni saranno affrontate. Riteniamo di essere in grado di risolvere i problemi, c’è la volontà di questa amministrazione e del gestore, col quale abbiamo un rapporto di collaborazione e critiche». Per quanto riguarda le critiche sul peggioramento della differenziata con il passaggio dai sacchi a terra ai cassonetti, l’assessore ha fatto notare che «i valori raccolti smentiscono questa narrazione: se confrontiamo i primi 6 mesi degli anni 2024, ’25 e ’26, siamo passati dal 69% al 70% e al 73%, quindi l’introduzione del cassonetto non ha rappresentato uno stimolo a non differenziare».
L’opposizione lascia l’aula
Parole che non hanno convinto l’opposizione, che dopo aver riservato critiche molto dure agli aumenti ha lasciato l’aula, lasciando alla maggioranza l’onere di mantenere il numero legale. In chiusura, Molinari ha replicato al consigliere Luca Negrini (Fdi): «Negrini parla di batosta? Ok, è una batosta - così l’assessore - ma le tariffe erano ferme dal 2017, e nello stesso periodo l’inflazione è cresciuta del 20,5%».
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