Stangata anche sui bus: i biglietti urbani di Seta da 1,50 a 2 euro
Via libera da Amo e Comune all’aumento del 33% sui ticket. E per chi acquista a bordo il costo (già di 2 euro) passerà a 2,70. Ma l’amministrazione “blocca” i prezzi degli abbonamenti
MODENA. Sarà che stanno arrivando tutte insieme, e lo fanno in un momento non proprio idilliaco per i portafogli dei cittadini. Al centro ci sono... le stangate, perché dopo quella sulla tariffa dei rifiuti, per la quale si aspetta solo l’entità precisa, arriva anche quella sui biglietti degli autobus urbani. E i numeri fanno un certo effetto, perché dal mese di agosto i ticket per salire su un autobus in città costeranno il 33% in più, passando da 1,50 a 2 euro. Un rincaro di 50 centesimi, anche se va ancora peggio a chi il biglietto lo compra a bordo: in questo caso, il costo era già di 2 euro, e tra pochi giorni passerà a 2,70. In realtà, qualche buona notizia c’è: grazie all’impegno politico ed economico del Comune di Modena (e allo stesso modo di quelli di Reggio e Piacenza, che fanno parte del bacino servito da Seta), i prezzi degli abbonamenti urbani non aumenteranno.
Abbonamenti bloccati
A ufficializzare gli aumenti, che erano nell’aria da tempo, sono state proprio le amministrazioni comunali di Modena, Piacenza e Reggio, insieme alle rispettive Agenzie della Mobilità, che «hanno condiviso la decisione di procedere contestualmente all’adeguamento delle tariffe dei biglietti urbani del trasporto pubblico locale - fa sapere il Comune di Modena - confermando un percorso comune tra i tre bacini serviti da Seta. Allo stesso tempo, i tre Comuni hanno assunto una precisa scelta politica: grazie a un impegno economico diretto delle amministrazioni locali, saranno salvaguardati gli abbonamenti, evitando aumenti per studenti, universitari, lavoratori, famiglie e anziani che utilizzano quotidianamente il trasporto pubblico». Risorse che, per quanto riguarda Modena, vengono dai dividendi Hera, di cui il Comune è socio, con un impegno a bloccare gli aumenti degli abbonamenti per il prossimo triennio.
Cosa cambia
Dal 1° agosto, dunque, il biglietto urbano nelle tre città costerà 2 euro rispetto agli 1,50 attuali. «Si tratta di una scelta che dà attuazione agli impegni già assunti nel 2023 - riprende il Comune - quando, in occasione della proroga post-Covid del contratto di servizio con Seta, le Agenzie della Mobilità approvarono il Piano Economico Finanziario della proroga. Quel Piano prevedeva espressamente due adeguamenti tariffari: il primo, relativo ai servizi extraurbani, introdotto nel 2023; il secondo, relativo ai servizi urbani, che era programmato per il 2025».
Gli aumenti dei costi
Un adeguamento non più rinviabile quindi, in una fase in cui il settore del trasporto pubblico è interessato da un incremento straordinario dei costi. L’ultima manovra tariffaria urbana risale infatti a dieci anni fa (2016). Nello stesso periodo, ricorda il Comune, l’inflazione ha superato il 23%, mentre nel settore del trasporto pubblico gli aumenti sono stati ancora più significativi, interessando il costo dell’energia, dei carburanti, delle assicurazioni, della manutenzione dei mezzi, delle tecnologie di bordo e del personale. Nel frattempo Seta ha dato piena attuazione al piano di investimenti previsto con la proroga del contratto, anticipando anche risorse proprie per il rinnovo della flotta e sostenendo importanti costi finanziari.
Complessivamente il piano industriale ha previsto investimenti superiori a 102 milioni di euro, di cui circa 20 milioni finanziati con risorse proprie di Seta. «Una scelta che tutela gli utenti abituali - riprende l’amministrazione - grazie all’intervento economico dei Comuni, l’adeguamento interesserà quindi esclusivamente i biglietti urbani di corsa semplice (singolo e multicorsa), compresi quelli che si acquistano a bordo, chiedendo un contributo maggiore a chi utilizza il servizio in maniera occasionale e preservando invece la convenienza economica per gli utenti abituali».
«Sostenibilità senza penalizzare gli utenti»
Secondo le intenzioni dei tre Comuni, «l’obiettivo è duplice: garantire la sostenibilità economica del servizio senza penalizzare chi sceglie ogni giorno il trasporto pubblico come alternativa all’automobile privata». Il Comune fa quindi notare che «l’adeguamento tariffario rappresenta anche un investimento sul futuro del trasporto pubblico. Il 2027 sarà infatti un anno di forte innovazione per i tre bacini grazie anche alle risorse ottenute attraverso il finanziamento del ministero dell’Ambiente dedicato alla mobilità sostenibile. Tali finanziamenti consentiranno di sperimentare nuovi servizi, rafforzare l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto». Contestualmente, i tre Comuni e le Agenzie della Mobilità intendono aprire un confronto con Seta «affinché una parte dei maggiori ricavi derivanti dall’adeguamento tariffario possa contribuire anche ad affrontare alcune delle questioni ancora aperte relative alle condizioni di lavoro del personale viaggiante, nella consapevolezza che la qualità del servizio passa anche dalla capacità di attrarre e trattenere autisti qualificati».
Scelte commentate così dai tre sindaci Massimo Mezzetti (Modena), Katia Tarasconi (Piacenza) e Marco Massari (Reggio): «Il trasporto pubblico è uno dei pilastri della transizione ecologica delle nostre città. Garantirne la sostenibilità e l’attrattività significa continuare a investire in mezzi moderni, sicurezza, personale e qualità del servizio. Con questa scelta ci assumiamo una responsabilità: dare stabilità economica al sistema senza gravare su chi utilizza l’autobus ogni giorno per studiare, lavorare o spostarsi quotidianamente in città. Proteggere gli abbonamenti significa premiare chi sceglie una mobilità più sostenibile e accompagnare il trasporto pubblico verso una nuova fase di sviluppo».
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