Gazzetta di Modena

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La stangata sulla mobilità

Rincari dei biglietti, Seta spiega i motivi: «Da 10 anni prezzi invariati, era necessario per sostenere le spese»

di Maria Sofia Vitetta

	Riccardo Roat, amministrator delegato di Seta
Riccardo Roat, amministrator delegato di Seta

L’intervista a Riccardo Roat, amministratore delegato di Seta: «L'obiettivo è tutelare gli abbonati e continuare con i servizi»

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MODENA. Che lo si voglia o no, dal primo agosto entreranno in vigore le nuove tariffe per i biglietti sugli autobus urbani. Un rincaro che farà salire i prezzi fino a 2 euro o a 2,70 se l’acquisto avviene a bordo, una decisione che ha diviso gli utenti tra perplessità, lamentele e consapevolezza di una quotidianità sempre più costosa. Gli abbonamenti non subiranno variazioni e i ticket fino ad ora acquistati a 1,50 euro si potranno utilizzare anche dopo l’inizio del mese prossimo. Eppure una domanda condivisa tra i modenesi resta: tutto questo era proprio necessario? A dare spiegazioni in merito è Riccardo Roat, amministratore delegato di Seta.

Roat, quali sono le motivazioni alla base di questa scelta?
«L’impostazione è sempre stata quella di minimizzare l’impatto sugli utenti fidelizzati, si è pertanto ritenuto sostenibile un allineamento alle tariffe di corsa semplice già adottate in molte altre città del Centro Nord. L’obiettivo di sostenere gli abbonati è stato raggiunto grazie all’intervento economico da parte dei Comuni capoluogo, che si sono fatti carico direttamente di parte dei costi maggiori».

Come spiegare agli utenti il rincaro?
«Il tema delle risorse destinate al finanziamento del trasporto pubblico è un tema nazionale, basti pensare che Asstra - la nostra associazione di categoria - ha stimato in oltre 1,5 miliardi di euro/anno le risorse mancanti dal Fondo Nazionale Trasporti a causa del non adeguamento all’inflazione ed ai maggiori costi che tutti vediamo nella nostra vita quotidiana. A Modena l'ultima manovra tariffaria urbana risale al 2016: nessun altro servizio pubblico si trova in una situazione analoga. In questi dieci anni l'inflazione ufficiale cumulata è stata del 23%. Per il trasporto pubblico gli aumenti sono stati ancora maggiori».

In quali termini?
«Basti pensare a quanto costano oggi rispetto al 2016 l'energia, i carburanti, le assicurazioni, i pezzi di ricambio e la manutenzione dei mezzi, fino al costo del personale. Per quest’ultima voce, poi, le aziende come Seta stanno ancora attendendo di sapere dallo Stato come, quanto e quando verranno coperti i maggiori costi derivanti dall’ultimo rinnovo contrattuale di categoria. Non dimentichiamo che nel frattempo Seta ha dato piena attuazione al piano di investimenti da oltre 102 milioni di euro previsto nella proroga del contratto siglata nel 2023, anticipando anche risorse proprie per il rinnovo della flotta e sostenendo importanti costi finanziari».

L’Autorità di Regolazione dei Trasporti fornisce delle linee guida a livello nazionale?
«Sì, da tempo indica come sia necessario che i servizi di trasporto pubblico abbiano meccanismi fissi di adeguamento periodico delle tariffe. La scelta di come finanziare il sistema del Trasporto Pubblico, tra contributi e tariffe, non è una scelta dell’azienda».

In che modo verranno impiegati i ricavi?
«Le maggiori risorse derivanti dall’aumento dei biglietti verranno impiegate prioritariamente per coprire l’aumento rilevante dei costi che abbiamo registrato negli ultimi anni e per sostenere gli oneri finanziari derivanti dagli investimenti effettuati da Seta in nuovi mezzi ed innovazioni tecnologiche a supporto del miglioramento qualitativo del servizio e dell’informazione resa all’utenza».

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