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Il giallo

Daniela Ruggi, è l’ora della verità: il 3 agosto verrà fatta l’autopsia

di Daniele Montanari

	I resti di Daniela Ruggi sono stati trovati nella torre di Pignone a Vitriola
I resti di Daniela Ruggi sono stati trovati nella torre di Pignone a Vitriola

Dall’esame sui resti trovati nella torre di Pignone a Vitriola si capirà se si è trattato di morte violenta o no

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MONTEFIORINO. Si svolgerà il 3 agosto alle 13 l’esame che potrebbe essere il momento della verità per capire cosa è successo a Daniela Ruggi, la 31enne scomparsa da Vitriola a settembre 2024 e i cui resti sono stati ritrovati nella torre di Pignone, a pochi metri da casa sua.

L’esame

L’autopsia, inizialmente fissata al 29 luglio, è stata posticipata di qualche giorno per impegni personali della prof Cristina Cattaneo, che condurrà l’esame a Milano assieme agli altri esperti (antropologi e archeologi forensi) del Labanof che il 28 maggio erano presenti nella torre mentre venivano prelevati i resti del corpo, dopo che il teschio era stato rinvenuto a gennaio, assieme a una coppa del reggiseno. Si tratta ormai solo di ossa, quindi quella disposta dalla Procura (pm Marco Niccolini e Laura Galli) in realtà non sarà un’autopsia vera e propria con esame dei tessuti. Anche così però potrà risultare determinante per stabilire già a un primo esame l’aspetto decisivo: se Daniela è stata uccisa da qualcuno o se la sua morte è avvenuta per un incidente nella torre pericolante (crollo di macerie sulla testa o caduta), o ancora per cause naturali. La pista dell’omicidio sembra in verità aver perso quota, dopo il ritrovamento del cellulare della ragazza tra le macerie (un assassino non avrebbe mai lasciato lì una simile forte di prova). Anche se sono rimaste solo le ossa, le tracce di un evento traumatico possono emergere lo stesso, come testimonia il caso di Alice Neri. Successivamente, è probabile che per tutto il mese di agosto continuino gli esami antropologici sulle ossa.

Gli avvocati

Sarà la prima volta che verrà aperto il sacco cadaverico dopo la rimozione del 28 maggio: si tratterà quindi di accertamenti irripetibili che vedranno la presenza anche dell’avvocato Deborah De Cicco, che tutela il fratello di Daniela come parte lesa, e dei suoi esperti: la genetista Marina Baldi, il criminologo Armando Palmegiani e il medico legale Sara Mantovani di Modena. Chi non potrà essere presente, si collegherà da remoto. «È un momento decisivo per gli accertamenti tecnici sui resti della povera Daniela – sottolinea l’avvocato De Cicco – confido molto nella competenza dei tecnici incaricati dalla Procura ma parteciperò insieme ai miei consulenti Mantovani, Baldi, Palmegiani a tutte le operazioni peritali. Per noi è la prima vera occasione in cui abbiamo possibilità di visionare i rinvenimenti nella torre, compreso quello di gennaio del cranio. È importante che qualunque attività di analisi, invasiva e non, sia svolta nel rispetto del contraddittorio tra le parti: lo si deve a Daniela e ai familiari, tra cui il mio assistito Alberto». L’avvocato Guido Sola, che assiste la madre e la sorella di Daniela, invece non pensa di nominare consulenti di parte: «Le mie assistite attenderanno, come fatto finora, le risposte della Procura – sottolinea – con la massima fiducia nell’operato degli inquirenti». L’11 settembre invece sono in programma presso i carabinieri del Ris di Parma gli esami sugli altri reperti trovati nella torre: in gran parte bicchieri, bottigliette e resti di un apparente bivacco. Non si sa invece ancora quando inizierà l’esame tecnico del telefono.

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