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Incentivi alle imprese che assumono in Appennino: la mossa della Regione contro lo spopolamento della montagna

di Daniele Montanari

	L'incontro sull'Appennino bolognese per illustrare l'iniziativa della Regione
L'incontro sull'Appennino bolognese per illustrare l'iniziativa della Regione

Fino a 15mila euro per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. Il presidente Michele de Pascale: «Vogliamo creare le condizioni perché la montagna sia attrattiva per chi fa impresa»

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MODENA. Contributi a fondo perduto, per 2 milioni di euro complessivi, per chi assumerà lavoratori inoccupati o disoccupati in Appennino. È la nuova misura, senza precedenti, lanciata dalla Regione Emilia Romagna per contrastare lo spopolamento della montagna. Perché se c’è lavoro, c’è anche chi resta qui per vivere. Il bando, che uscirà entro la fine di settembre, è stato presentato a Silla, sull’Appennino bolognese, nel corso di un incontro pubblico in cui è stata data una risposta all’appello lanciato dai sindacati per l’occupazione locale. Ma la misura ovviamente si estende all’intera dorsale appenninica regionale, e alle aree interne.

Le motivazioni

C’erano il presidente della Regione, Michele de Pascale, il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e il capo di Gabinetto del sindaco metropolitano di Bologna e delegato al Lavoro, Stefano Mazzetti. «La montagna è per noi strategica e vogliamo creare le condizioni perché diventi veramente attrattiva e competitiva per chi già ci vive o fa impresa, o per chi pensa di trasferirsi qui» hanno sottolineato de Pascale e Colla. «Per questo stiamo mettendo a punto un provvedimento che incentivi le imprese, incluse quelle di grandi dimensioni, ad assumere lavoratori nelle sedi situate nei comuni della montagna e delle aree interne. Siamo convinti che lo sviluppo industriale in montagna sia possibile, ma occorre pensare a un modello diverso da quello della pianura, sfruttando l’innovazione per superare i limiti geografici e logistici dei territori montani. Dobbiamo incentivare la manifattura leggera – hanno specificato – sostenibile e ad alta tecnologia. Per alcuni settori, come la meccatronica di precisione o il biomedicale, il trasporto incide pochissimo sul prodotto finale rendendo la localizzazione in montagna competitiva. Anche grazie alla diffusione della banda larga o alle tecnologie dell’industria 4.0, una fabbrica in un borgo dell’Appenino dialoga in tutto il mondo come un punto produttivo di pianura».

Zona speciale?

«Accogliamo con favore la proposta della Regione per incentivare gli investimenti in Appennino –  ha commentato il capo di Gabinetto Mazzetti – ma auspichiamo che il Governo possa riconoscere anche il nostro territorio montano come Zona economica speciale, che permette alle imprese di avere agevolazioni fiscali, incentivi economici e semplificazioni burocratiche».

Il provvedimento

Il bando della Regione ha una dotazione finanziaria di partenza di 2 milioni di euro e sarà pubblicato entro settembre. Si rivolge a tutte le imprese, anche di grandi dimensioni, che assumano lavoratori inoccupati e disoccupati presso unità locali situate nei comuni della montagna. Sono escluse le pubbliche amministrazioni e i datori di lavoro domestico. Il contributo per assunzioni a tempo indeterminato e a tempo pieno è di massimo 15mila euro per ogni assunzione. La Regione sta studiando anche l’estensione agli over 35 delle agevolazioni nazionali previste per l’autoimpiego in nuove imprese libero professionali.

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