Incontra alla festa della birra il carabiniere che gli aveva ritirato la patente: aggredisce lui e i colleghi
Protagonista un 45enne di origine albanese, visibilmente alticcio, a Pavullo: i militari erano fuori servizio. Arrestato e rilasciato, per lui il giudice ha disposto l’obbligo di firma
PAVULLO. Momenti di tensione giovedì sera – 23 luglio – a Pavullo alla festa della birra che si tiene in zona stadio, tra centinaia di persone: una lite ha portato all’arresto di un uomo.
Il fatto
L’episodio è accaduto poco dopo l’una di notte. Secondo la prima ricostruzione emersa ieri mattina davanti al giudice, è andata così. Protagonista della vicenda un 45enne di origine albanese che in passato ha già avuto problemi con la giustizia: una condanna per droga nel 2002 e nel 2022 una patente sospesa per guida in stato d’ebbrezza (sospensione terminata da tempo: è tornato a guidare regolarmente). Giovedì sera era alla festa. Visibilmente alticcio, ha incontrato il carabiniere che in passato lo aveva fermato per ubriachezza alla guida. Il militare era alla festa in borghese, libero dal servizio, assieme ad altri colleghi carabinieri (erano 7-8 in tutto) anche loro in borghese. In stato di alterazione, il 45enne avrebbe iniziato ad apostrofare il carabiniere con frasi ironiche del tipo: «Oh, non metterti mica alla guida eh, dopo aver bevuto la birra?», ricordando la sua patente sospesa. Poi ha continuato con altre parole e atteggiamenti provocatori. Tutto il gruppo di carabinieri allora ha pensato di allontanarsi dalla festa. Ma il 45enne ha inseguito nel parcheggio il carabiniere con cui stava discutendo, cercando di avvicinarsi a lui. Gli altri si sono frapposti, dicendogli di desistere, ricordandogli che erano carabinieri. Il 45enne ha spintonato uno di loro, deciso a raggiungere l’altro. Gli è stato impedito, e nel mentre è arrivata una pattuglia. Per il 45enne si è configurato il reato di resistenza e lesioni, anche per le botte date ad altri due carabinieri mentre gli mettevano le manette (sei giorni di prognosi per entrambi).
L’udienza
Ieri mattina il 45enne, assistito dall’avvocato Martina Resca (d’ufficio) è comparso davanti al giudice Natalina Pischedda per la direttissima. Ha spiegato la dinamica dell’arresto il carabiniere con cui il 45enne aveva discusso. Poi, su consiglio del legale, anche il 45enne ha parlato, dando la sua versione dei fatti e spiegando di sentirsi preso di mira da quel carabiniere, che lo avrebbe ripreso e denunciato anche in altre occasioni, anche di recente. Ecco perché alla festa aveva reagito in quel modo quando lo aveva visto, scusandosi comunque col giudice per il suo comportamento dovuto all’alcol. È emersa insomma dal suo racconto una situazione di conflittualità di cui il giudice ha tenuto conto: ha respinto la richiesta del pm che aveva invocato gli arresti domiciliari, disponendo invece per il 45enne l’obbligo di firma come chiesto dal legale. Fino alla prossima udienza che si terrà il 6 ottobre. «Ho chiesto quella misura perché ritengo che andare tutti i giorni in caserma possa favorire il contatto tra il mio assistito e il carabiniere con cui ha avuto la lite – spiega l’avvocato Resca – nella speranza che si possano appianare le divergenze. Credo che, visti i rapporti emersi tra i due, in caso di processo con rito ordinario possa essere utile sentire anche gli altri carabinieri presenti, che erano complessivamente una decina intorno al mio assistito. Che col nuovo decreto sicurezza rischia pene pesanti per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale».
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