Leclerc si porta la gramigna del “Montana” sul... jet privato: «Charles ama la nostra cucina»
Il pilota della Ferrari ha mangiato sull’aereo per Budapest il suo piatto preferito. Rossella Giannini, anima e titolare del ristorante: «Ecco come è andata»
FIORANO. C'è chi prima di salire su un jet privato controlla il meteo, chi il piano di volo e chi, invece, si assicura che a bordo ci sia… la gramigna con la salsiccia del ristorante Montana di Fiorano. Perché certi riti non si discutono. Si rispettano. Anche a diecimila metri di quota. E se è vero che non puoi togliere l'Emilia da un pilota del Cavallino, Charles Leclerc ne è la prova definitiva.
La curiosità
Sul suo jet privato diretto a Budapest il campione Ferrari, infatti, ha fatto salire una delle paste più iconiche della Motor Valley. Una richiesta speciale, arrivata direttamente dalla moglie del pilota, che al Montana è cliente da quando muoveva i primi passi nella Ferrari Driver Academy. E, a quanto pare, «quando si parla di gramigna non transige».
Il racconto
A raccontarcelo è Rossella Giannini, anima e titolare dello storico ristorante. «Charles viene qui da quando era un ragazzino. I suoi piatti preferiti sono sempre stati la gramigna e i tortellini alla panna», commenta. «Ieri è passata sua moglie Alexandra e mi ha chiesto la cortesia di preparare un piatto di pasta da mangiare in volo – comincia a raccontare la titolare – Gliel'ho preparata subito, e mi sono emozionata. Una cosa del genere la facevo già ai tempi di Michael Schumacher». E di piatti non ne ha preparato solo uno, ma ben due, perché pure la moglie, modella e influencer sulla quale da settimane si rincorrono indiscrezioni su una possibile gravidanza, è a sua volta una grande fan della pasta della signora Rossella. «Ha ordinato anche lei la gramigna – spiega sorridendo – Sono una coppia molto carina, mangiano sempre le stesse cose, vanno di pari passo. Sono due veri amanti della pasta», al punto da essere entrati anche in cucina qualche volta. Come tanti altri volti della Formula 1, del resto.
Un ristorante con la Rossa nel Dna
Anche perché il Montana è molto più di un ristorante: è una specie di dependance sentimentale della Ferrari, dove le fotografie raccontano un pezzo di storia del Cavallino. «La prima risale all’inizio degli anni 2000. Era stato realizzato un album Ferrari e mi dissero che volevano fotografare i piloti fuori dall'ambiente della squadra. Portarono Schumacher qui nella nostra cucina, e da allora è diventata una tradizione. Ho continuato con tutti loro, compreso Leclerc, e oggi quei poster arredano il locale». E così da quegli scatti, in un batter d’occhio, siamo arrivati a scrivere la storia di un campione milionario, che potrebbe mangiare qualsiasi cosa, a qualunque prezzo, ovunque nel mondo, e che invece, prima di partire per una gara in un altro paese, desidera solo sentire i sapori della gramigna che ordinava da ragazzino. Una storia tutta modenese.
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