Un tegu argentino rosso vagava da giorni nel parco a Nonantola: salvato, chi l’ha portato lì?
Diversi cittadini avevano segnalato la presenza del rettile esotico nell’area verde di via Rebecchi, scambiandolo per un’iguana o un varano: i volontari del Pettirosso lo hanno recuperato e i carabinieri del nucleo Cites indagano
NONANTOLA. Da giorni teneva in allerta i cittadini di Nonantola, che avevano ripetutamente segnalato la presenza di un insolito rettile esotico aggirarsi libero lungo via Rebecchi, scambiato di volta in volta per un’iguana o un varano.
Il recupero
L’allarme è rientrato grazie al tempestivo intervento dei volontari del Centro Recupero Fauna Selvatica “Il Pettirosso” di Modena, i quali sono riusciti a recuperare e mettere in salvo l’animale al termine di un’operazione non semplice, ostacolata dall’estrema velocità dell'esemplare nel nascondersi e far perdere le proprie tracce. A svelare la reale identità dell’animale sono stati i carabinieri del Nucleo Cites di Modena, che lo hanno accuratamente identificato come un esemplare di tegu argentino rosso (Salvator rufescens).
Le indagini
I militari dell'Arma, ipotizzando il reato di abbandono in natura, hanno immediatamente posto sotto sequestro il rettile. Attualmente l’esemplare, in buone condizioni di salute generali, è stato affidato in via temporanea alle cure de “Il Pettirosso”, in attesa che le indagini in corso portino all'individuazione del responsabile dell'abbandono nonché di individuare una struttura autorizzata alla detenzione degli animali esotici che lo possa accogliere.
La detenzione di questa particolare specie è rigorosamente disciplinata al fine di garantirne uno sfruttamento commerciale sostenibile e compatibile con il suo ruolo ecologico. Il tegu argentino rientra infatti nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la normativa che costituisce il quadro di riferimento per l’applicazione della Convenzione di Washington (Cites) in tutta l’Unione Europea. Di conseguenza, la legge stabilisce che il rettile necessita di documentazione che ne dimostri la legale provenienza, ottenibile anche semplicemente tramite l'acquisto presso negozi specializzati del settore, e impone che venga curato e gestito nel rispetto delle sue specificità biologiche.
A margine dell’operazione, i carabinieri del nucleo Cites colgono l’occasione per ricordare ai cittadini un principio fondamentale: la detenzione di animali esotici comporta la necessaria conoscenza della documentazione richiesta, nonché un profondo senso di responsabilità nel rispetto di ogni singolo esemplare di fauna o flora.
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