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Divisione Acqui, nell’area nomadi a Modena già rimossa la recinzione comunale

Divisione Acqui, nell’area nomadi a Modena già rimossa la recinzione comunale

Fdi: «Situazione fuori controllo»

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MODENA. «Quello di via Divisione Acqui non è altro che l’ennesimo episodio di una vicenda ormai fuori controllo. Due componenti del nucleo recentemente trasferito nell’area comunale sarebbero stati sorpresi dopo aver rimosso parte della recinzione e predisposto un passaggio alternativo verso l’esterno».

La denuncia

Così, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale Luca Negrini punta il dito sulla gestione dell’area nomadi dove pochi giorni fa è stata trasferita la famiglia che prima era a San Matteo e poi a San Pancrazio. «Abbiamo inoltre ricevuto dai cittadini alcuni video - fa notare Negrini - che documentano quanto accaduto e che provvederò a trasmettere alle autorità competenti affinché possano svolgere tutte le valutazioni del caso. Un comportamento che dimostra ancora una volta il totale disprezzo delle regole da parte di soggetti ai quali, da mesi, vengono garantite soluzioni e assistenza a spese della collettività. A un certo punto bisogna avere il coraggio di dire basta: non è accettabile continuare a offrire copertura a chi risponde sistematicamente con comportamenti irrispettosi delle regole e dei beni pubblici. Prima San Matteo, poi san Pancrazio e infine via Divisione Acqui - prosegue Negrini - ogni trasferimento viene presentato come una soluzione temporanea in attesa di quella successiva, mentre i problemi vengono semplicemente spostati da una parte all’altra della città. Ora vogliamo sapere perché questo nucleo si trovi ancora in via Divisione Acqui, quali siano le tempistiche previste dall’amministrazione e quale soluzione a lungo termine si intenda adottare. Stiamo ancora aspettando risposta alla nostra interrogazione e, nel frattempo, sono stati i residenti a mobilitarsi con una petizione per denunciare le criticità presenti nell’area. Il Comune continua a farsi prendere in giro e a trascinare una situazione che richiederebbe semplicemente fermezza, regole chiare e conseguenze per chi non le rispetta».

L'altro commento

Sul tema interviene anche il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia: «Questa vicenda - sottolinea Barcaiuolo - è la perfetta sintesi del modo miope di amministrare della sinistra. Si assumono decisioni deboli senza un vero confronto preventivo con i cittadini e poi sono gli stessi cittadini a pagarne le conseguenze due volte: con le proprie tasse finanziano interventi, strutture e soluzioni individuate dall’amministrazione e, contemporaneamente, sono costretti a convivere con le ricadute di una gestione incapace di prevenire episodi di illegalità e degrado. Il punto, ormai, non è nemmeno dove collocare questo nucleo, ma fino a quando l’amministrazione ritenga accettabile continuare a garantire soluzioni senza pretendere, come condizione imprescindibile, il rispetto delle regole e dei beni della collettività. Non può esistere un'inclusione a senso unico - chiude Barcaiuolo - nella quale il Comune concede, trasferisce e assiste mentre dall’altra parte ogni violazione ricade sui cittadini e viene assorbita in attesa della sistemazione successiva».l
 

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