Il Direzionale 70 torna all’asta, ma con lo sconto di 1,2 milioni
In vendita a meno di 5 milioni le due vele della Torre nord: pesa la situazione di degrado
MODENA. Magari non tutti li hanno in tasca sul momento, ma con un po’ di sforzo si potrebbe anche fare l’affare, anche perché con poco meno di 5 milioni ci si porterebbe a casa la bellezza di 49 unità immobiliari in uno degli edifici-simbolo dell’espansione della città e dell’avanguardia architettonica della fine degli anni ’60. Succede al Direzionale 70, l’avveniristico complesso di via Giardini con le “vele” progettate dagli architetti Tiziano Lugli, Roberto Corradi e Franco Lipparini sulla base del piano regolatore del Comune del ’58. Un complesso che nei suoi quasi 60 anni di vita ha conosciuto momenti di espansione e altri più difficili, con aree “vissute” e piene di attività commerciali e altre rimaste vuote e abbandonate al degrado.
La nuova asta
Tornando a oggi, un “pezzo” importante del Direzionale, ovvero la Torre nord, torna all’asta giudiziaria un anno dopo il primo tentativo, andato a vuoto. L’area in questione riguarda la prima coppia di “vele”, quelle più a nord, che si incontrano arrivando dal centro di Modena, e in particolare si tratta dei numeri civici 456, 458, 458a e 460, mentre dal punto di vista delle scale, all’interno della “cittadella” del Direzionale 70, si tratta della D e della E. In tutto 49 unità immobiliari, dunque finite all’asta giudiziaria in un lotto unico. E il prezzo? Come da prassi, l’offerta minima scende notevolmente rispetto al primo bando: a giugno 2025 l’immobile era stato proposto a 6 milioni e 226mila euro, mentre oggi l’offerta minima è di 4 milioni e 980.800 euro.
Nel documento dell’asta giudiziaria - il Tribunale è quello di Roma - viene infatti proposto il “diritto di proprietà per 49 unità immobiliari, oltre a spazi ad uso comune”. Per quanto riguarda i tempi, il termine della presentazione delle offerte è fissato per il 14 settembre alle 12, mentre l’udienza è fissata per il giorno dopo, il 15 settembre alle 12, con deposito cauzionale del 10% e rialzo minimo di 300mila euro in caso di gara.
Il degrado
Entrando nel dettaglio della parte del grande complesso di via Giardini che va all’asta - per un totale di 4.814 metri quadrati - nel dettagliato documento del Tribunale ordinario di Roma, sezione fallimentare, si legge che “l’edificio ha al suo interno 49 unità immobiliari costituite nei vari livelli da due autorimesse al piano S2, per 1.578 metri quadrati di superficie utile comprensiva di rampa di accesso, 11 depositi, per una superficie utile di 1.487 metri quadrati, 6 negozi, dei quali 4 al piano terra e 2 al primo piano, per una superficie utile di 793 metri, e 30 uffici, collocati tra il primo e il decimo piano”.
Un’area però in profondo degrado, come conferma il documento del Tribunale: “Nel corso dei vari sopralluoghi - si legge - si sono rilevate molte aree del complesso immobiliare in stato di avanzato degrado, con le stesse in alcune parti soggette a infiltrazioni, dove queste ultime hanno provocato il danneggiamento di alcuni soffitti e controsoffitti con le parti di tinteggiatura e sottostanti intonaci deteriorate e il pericolo di distacco imminente delle superfici controsoffittate”. Una situazione molto difficile, insomma, ma allo stesso tempo un’occasione per rilanciare un “pezzo” di uno dei complessi più iconici della città in un momento in cui a Modena c’è una grande carenza di case e il Comune ha messo in campo un piano per la trasformazione di uffici e locali commerciali in abitazioni.
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