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L’analisi

Vacanze e figli da gestire: spese più alte e voglia di flessibilità sul lavoro


	Per mamme e papà la gestione dei figli durante le vacanze estive è difficoltosa, tra lavoro e spese
Per mamme e papà la gestione dei figli durante le vacanze estive è difficoltosa, tra lavoro e spese

Il 28% dei genitori utilizza le ferie per accudire i figli durante l’estate: per il 18% si tratta dell’intero pacchetto di giorni a disposizione

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MODENA. Con le vacanze estive, per milioni di famiglie si riapre la sfida di bilanciare lavoro e cura dei figli. Una nuova ricerca di International Workplace Group – leader globale nelle soluzioni di lavoro ibrido con brand come Spaces e Regus – rivela che quasi sette genitori su dieci (69%) vivono con forte apprensione l’organizzazione della cura dei figli durante le vacanze scolastiche. Per alleviare questa pressione, il 78% degli intervistati indica l’accesso a uno spazio di lavoro flessibile vicino casa come la soluzione più efficace. La flessibilità non è solo una questione di tempo, ma anche di budget. Il 74% dei genitori lavoratori dichiara infatti di dover ricorrere al lavoro flessibile per contenere i costi, tanto più che oltre un quarto (27%) prevede che quest’anno le spese per la gestione dei figli saranno più alte rispetto al passato. Per far fronte a questo sovraccarico, il 28% utilizza i propri giorni di ferie per accudire i figli e quasi un genitore su cinque (18%) dichiara che esaurirà l’intero monte ferie annuale solo per coprire il periodo estivo. Questo sovraccarico si riflette inevitabilmente sulle performance, tanto che il 75% dei genitori conferma che la routine estiva influenza inevitabilmente la vita lavorativa. Per restare al passo con le scadenze, i lavoratori si vedono costretti a modificare i propri orari: il 22% pianifica meno riunioni o lavora la sera tardi, mentre il 21% si sveglia presto al mattino per lavorare mentre i figli riposano. Il 26%, però, ammette che gestire contemporaneamente lavoro e casa rende molto difficile mantenere la concentrazione. A complicare ulteriormente le cose interviene il progressivo ritorno alle politiche di presenza in ufficio: il 55% dei genitori ha visto ridursi la propria flessibilità (rispetto al 33% del 2025). Si tratta di un cambiamento che colpisce in modo sproporzionato le madri lavoratrici: difatti il 74% dichiara di soffrire di stress da gestione estiva, contro il 66% dei padri. Inoltre, il 26% sottolinea come l’obbligo di recarsi in una sede lontana da casa crei squilibri nella divisione dei compiti all’interno della coppia. Di fronte a queste difficoltà, la direzione indicata dai lavoratori è chiara: l’83% utilizzerebbe regolarmente uno spazio di lavoro flessibile vicino casa se fosse messo a disposizione dall’azienda. I benefici sono concreti su più fronti: il 27% degli intervistati potrebbe trascorrere più tempo di qualità con la famiglia, mentre il 69% risparmierebbe in modo significativo sui costi di trasporto, compensando così le spese per i servizi estivi. Questo modello locale e distribuito conviene quindi anche alle imprese: una ricerca condotta da IWG insieme alla società di consulenza Arup mostra che le aziende che adottano spazi di lavoro flessibili possono registrare un incremento della produttività fino al 12% nei prossimi cinque anni e ridurre il tasso di turnover volontario fino al 20%, ciò si traduce in un possibile risparmio annuale di 22 miliardi di dollari entro il 2030 e di 45 miliardi di dollari entro il 2045.

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