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La tragedia

Giuseppe morto in moto a 20 anni, gli amici sotto choc: «Viveva per far felici gli altri»

di Daniele Montanari

	Giuseppe Farina nelle foto con gli amici
Giuseppe Farina nelle foto con gli amici

Il dolore di Diego, Luca, Alessandro e Gabriele, migliori amici di Giuseppe Farina: tre di loro sono andati sul luogo del tragico incidente a Crevalcore dopo aver geolocalizzato la sua posizione con lo smartphone: «Tutti gli volevano bene». Sconvolti anche gli ex compagni di classe del Fermi

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CASTELFRANCO. Diego, Luca, Alessandro e Gabriele sono tra i migliori amici di Giuseppe Farina, morto a soli 20 anni in un tragico incidente in moto. Tre di loro (Gabriele era a lavorare) venerdì sera – 31 luglio – sono stati chiamati dagli organizzatori della festa a cui lui doveva andare, per sapere come mai non era venuto.

Gli amici sull’incidente

Lo hanno chiamato e richiamato invano: il cellulare squillava a vuoto. Allora hanno localizzato il telefono e lo hanno visto fermo alla famigerata rotonda di Crevalcore. Un brivido è corso lungo la schiena. Sono corsi a vedere, ed è stato chiaro subito tutto: «C’erano i carabinieri che facevano i rilievi dell’incidente, il corpo di Giuseppe era già stato portato via – raccontano – è stato terribile: non riuscivamo a credere che fosse successo davvero, che fosse successo a lui». I motori erano la grande passione di Giuseppe, che dopo il diploma al Fermi nel 2024 aveva fatto un corso di meccanica e adesso stava frequentando l’Its di Maranello: «Il suo sogno era aprire un’officina – spiegano – andava matto per i motori. Quella moto Yamaha 300 l’aveva presa a marzo: era ancora alle prime esperienze di guida». La voce s’incrina per l’emozione quando ricordano chi era Giuseppe: «Un ragazzo straordinario, solare e sempre pieno di vita: tutti gli volevano bene, e non è un modo di dire. Era così: non conosciamo una persona che ce l’avesse con lui. Era l’amico che tutti vorrebbero: sempre disponibile quando lo chiamavi, si sarebbe alzato anche alle 4 di notte per un amico. Per questo è ancora più difficile credere che non ci sia più: cerchiamo di starci vicino tra noi per farci forza, ma è durissima per tutti».

I compagni di classe

Ma Giuseppe ha lasciato un ricordo indelebile anche tra i compagni di classe della ex 5H dell’istituto Fermi di Modena. Edoardo Ardente era il rappresentante di quella classe, e ha la voce subito spezzata nel ricordo di lui: «A volte si dice che un ragazzo ha un cuore d’oro così per dire, ma Giuseppe lo aveva davvero – sottolinea – era un ragazzo meraviglioso che arrivava sempre con il sorriso in classe. Ma, cosa ancora più importante, faceva di tutto per metterlo anche ad altri quel sorriso: per lui la felicità degli altri era importante quanto la sua. Era uno che faceva bene alla classe. Non sapevi mai cosa potesse fare quando arrivava, ma potevi essere certo che ti avrebbe fatto ridere, anche a costo di prendere una sgridata dal prof. E di sgridate per questo, ne ha prese tante...». Ma era bravo a scuola, quando riusciva a studiare. In quinta, quando era ancora sui banchi, aveva iniziato già a lavorare, per dare un aiuto a casa e avere una piccola autonomia economica: «Prima della maturità faceva delle consegne per la pizzeria – continua Edoardo – poi dopo l’esame ha iniziato a lavorare al McDonald’s. Voleva guadagnare i soldi per il viaggio post maturità, e ce l’ha fatta. Che viaggio è stato: siamo andati a fine luglio 2024 una settimana a Malta in sette, e ci siamo divertiti un mondo». «Quando mi è arrivato il messaggio che non c’era più, inizialmente pensavo a uno scherzo. Poi ho letto l’articolo online e ho riconosciuto la sua moto. Era tremendamente vero. E incomprensibile: a vent’anni si dovrebbe pianificare il futuro, non un funerale. Non so perché sia successo, so solo che Giuseppe rimarrà per sempre nel cuore della 5H».

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