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Politiche sociali

Amazon, ferie “donate” ai colleghi in difficoltà

di Luca Gardinale
Amazon, ferie “donate” ai colleghi in difficoltà

Svolta per i lavoratori del polo modenese di Spilamberto. I giorni si possono cedere a chi deve curare un familiare

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MODENA. Qualcuno le usa per portare a fare la spesa il papà anziano, mentre qualcun altro ne ha bisogno quando la figlia è a casa per una malattia. Fatto sta che i nostri giorni di ferie non li dedichiamo sempre e solo al riposo e alle vacanze, ma spesso ne abbiamo bisogno per la cura dei nostri familiari. Proprio per questo, il colosso Amazon, che in provincia di Modena - a Spilamberto - ha un importante polo da 300 dipendenti, ha deciso di lanciare le ferie... solidali: in sostanza, un lavoratore può decidere liberamente di cedere uno o più giorni delle proprie ferie a un collega in difficoltà, magari perché le ha giù utilizzate tutte per la cura di figli e genitori.

La ricerca

«In occasione del lancio della nuova policy - fa sapere il colosso della logistica - Amazon ha commissionato all’istituto di ricerca Swg una ricerca su un campione di lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, con l’obiettivo di comprendere quanto i compiti di cura incidano sulla vita lavorativa delle persone e quale ruolo possano svolgere strumenti come le ferie solidali. I risultati evidenziano come il caregiving, ossia l’assistenza a familiari non autosufficienti, rappresenti ormai una componente strutturale della vita professionale: il 57% dei lavoratori italiani dichiara di avere almeno un compito di cura nei confronti di anziani, bambini o persone con disabilità e, per il 32%, questa responsabilità è continuativa. Il carico assistenziale riguarda soprattutto gli anziani, seguiti dal 47% degli intervistati, spesso anche quando non convivono con il lavoratore, mentre il 24% si prende cura di bambini tra 0 e 6 anni e una quota analoga assiste persone con disabilità. Questa responsabilità si traduce in un ricorso frequente agli strumenti individuali di conciliazione: negli ultimi dodici mesi il 53% dei caregiver ha utilizzato normali permessi di lavoro, il 46% parte delle proprie ferie e il 19% ha consumato tutte le ferie disponibili per rispondere alle necessità di cura. Il 26% ha inoltre dovuto ricorrere a personale esterno a pagamento, mentre il 13% ha già utilizzato ore o giorni ceduti da altri colleghi».

L’iniziativa

La nuova policy, che coinvolge i dipendenti della rete logistica in Italia, e dunque anche i 300 dipendenti del polo modenese, nasce in attuazione di quanto previsto dall’articolo 24-bis del Contratto collettivo nazionale del settore Logistica, ampliandone le circostanze nelle quali è possibile richiedere giorni di assenza retribuita, e agli accordi sindacali recentemente sottoscritti. «Il programma - spiegano da Amazon - si rivolge ai dipendenti a tempo indeterminato e sarà in vigore dal mese di ottobre su base continuativa, consentendo di presentare richieste e donazioni durante tutto l’anno.

La partecipazione sarà completamente volontaria e a titolo gratuito, sia per chi dona sia per chi riceve, mentre l’intero processo sarà gestito nel rispetto della riservatezza delle persone coinvolte. La donazione sarà anonima: chi cede i propri giorni non saprà a chi saranno destinati, e chi li riceve non conoscerà l’identità del donatore».

«Le ferie solidali trasformano un gesto individuale in un sostegno concreto tra colleghi -spiega Salvatore Iorio, direttore Risorse umane di Amazon Italia Logistica - chi sta attraversando un momento difficile può contare sull’aiuto di chi lavora al suo fianco. Ascoltare le esigenze delle nostre persone è il modo in cui costruiamo le nostre policy, e con questo programma abbiamo scelto di andare oltre le previsioni minime del contratto collettivo, estendendolo anche a chi assiste fratelli o sorelle in situazioni gravi, temporanee e invalidanti e alle lavoratrici che si trovano in situazioni di abuso o violenza di genere».

Chi può beneficiarne

Potranno accedere alle ferie solidali i dipendenti che hanno esaurito le proprie disponibilità di ferie e permessi e che si trovano nella necessità di assistere un familiare, figlio, genitore, coniuge o partner convivente colpiti da una situazione grave, temporanea e invalidante. Per ciascuna richiesta approvata potranno essere assegnati fino a un massimo di 30 giorni. «Oltre alle ferie solidali - fa sapere ancora Amazon - l’azienda offre già numerosi strumenti a supporto delle proprie persone: strumenti di conciliazione vita-lavoro, come permessi emergenziali e cambi turno, iniziative di formazione per promuovere l’autonomia e l’equità di genere e programmi di sviluppo, professionale che coprono integralmente i costi di specializzazione».

Tornando alla ricerca, le situazioni che generano maggiore solidarietà sono l’assistenza a un familiare colpito da una grave malattia improvvisa, per la quale donerebbe il 70% degli intervistati, e la cura continuativa di una persona con grave disabilità, indicata dal 62%. Tra i lavoratori che hanno compiti di cura, il 49% utilizzerebbe ferie solidali qualora fossero disponibili nella propria organizzazione, mentre il 20% dichiara che non ne farebbe ricorso. In quest’ultimo gruppo, al di là di chi ritiene di non averne bisogno, emergono soprattutto barriere di natura psicologica e relazionale: il 29% non vorrebbe sentirsi in debito con i colleghi, il 26% proverebbe imbarazzo nel formulare la richiesta e il 19% temerebbe di mettere in difficoltà le persone chiamate a sostituirlo. Quasi assente, invece, la preoccupazione che il proprio responsabile possa ostacolare l’utilizzo dello strumento. 

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