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Rapina e minaccia un ragazzino in centro a Vignola: «Aveva due coltelli e un’accetta»

di Manuel Marinelli
Rapina e minaccia un ragazzino in centro a Vignola: «Aveva due coltelli e un’accetta»

La madre della vittima: «Tutto questo per rubare un telefono, minacciando di ammazzare mio figlio se lo avesse raccontato»

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VIGNOLA. Sono le 20.40 di lunedì 3 agosto. Carlo (nome di fantasia), 14 anni, è appena uscito dallo studio del dentista e sulla strada di casa, in via Bellucci a Vignola, incontra un ragazzo poco più grande di lui, ma prosegue. Ma l’altro lo insegue: «Fermati» gli dice. Poi gli appoggia una mano sulla spalla, lo ferma e si alza la maglia: nei pantaloni ha due coltelli e un’accetta, riferirà Carlo ai genitori. «Dammi tutto quello che hai, se lo racconti a qualcuno ti ammazzo». Così il 14enne toglie il cellulare dalle tasche, glielo consegna e corre a casa spaventato.

Il racconto della madre

La rapina è avvenuta in pieno centro a Vignola, nei pressi della stazione dei treni. A darne notizia è stata la madre della vittima, Elisa Gagliardelli, che con un post sui social ha voluto raccontare quanto accaduto al figlio qualche ora prima. «Eravamo insieme dal dentista - ha detto alla Gazzetta - ma lui ha finito prima di me e si è incamminato da solo verso casa. Tutto è accaduto in pochi secondi, me lo ha raccontato quando sono corsa da lui. Mi ha detto di aver visto almeno un paio di coltelli e un’accetta, quel ragazzo – di massimo 20 anni – girava così per il centro di Vignola e lo ha minacciato di morte se lo avesse raccontato a qualcuno. Fortunatamente mio figlio aveva solo il cellulare con sé, gli ha dato quello ed è scappato senza che gli facesse del male». Dopo quanto accaduto, Gagliardelli e il marito si sono recati immediatamente sul posto allertando le forze dell’ordine.

«Lo abbiamo riconosciuto»

«I carabinieri sono intervenuti con tempestività, assieme alla polizia locale. Purtroppo il responsabile si era già allontanato. Poco dopo, mentre stavamo rientrando, mio figlio lo ha avvistato e riconosciuto, abbiamo dunque cercato di seguirlo, avvisando nuovamente le forze dell’ordine». Dopo aver minacciato un ragazzino mostrandogli dei coltelli, era rimasto nei paraggi come se niente fosse. «In quel momento, però, erano già impegnate in un altro intervento e, prima del loro arrivo, il soggetto è riuscito a dileguarsi – aggiunge ancora la madre del ragazzo –  vorrei però sottolineare la mia gratitudine nei confronti dei carabinieri e della polizia locale, che ci hanno fatto sentire immediatamente assistiti e presi in carico in un momento di grande difficoltà. Quello che mi ha colpito di più è stato rendermi conto di aver avuto quella persona a pochi metri di distanza senza poter fare nulla».

L’appello sui social

Da lì la riflessione: «Se ci fosse stata una rete di cittadini pronti a collaborare, forse avremmo potuto fornire un supporto utile alle forze dell’ordine, senza sostituirci a loro e senza mettere a rischio nessuno». Il messaggio «che ho pubblicato sui social nasce proprio da questo. Non è un invito a farsi giustizia da soli, né a organizzare ronde. La mia idea è quella di creare una rete di cittadini disponibili a sostenersi reciprocamente, a fare da testimoni, a segnalare tempestivamente situazioni di pericolo e a collaborare con le forze dell’ordine quando necessario. Spero che il responsabile venga individuato al più presto e che episodi come questo non debbano più ripetersi. Vorrei che da questa brutta esperienza nascesse qualcosa di positivo: una comunità più unita, più attenta e capace di collaborare con le istituzioni per rendere Vignola un luogo più sicuro per tutti, soprattutto per i nostri figli», conclude Elisa Gagliardelli.

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