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Il caso

Modenese accusato di omicidio per la morte di un disabile a Cesenatico

di Daniele Montanari
Modenese accusato di omicidio per la morte di un disabile a Cesenatico

Il 35enne avrebbe picchiato per una sigaretta insieme a una 34enne della provincia di Verona davanti alla Caritas: la vittima è il 63enne Alfiero Moretti, morto due giorni dopo 

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MODENA. Un modenese di 35 anni è indagato con la gravissima accusa di omicidio preterintenzionale per una vicenda che sta alimentando un forte dibattito – sociale e anche politico – in Romagna. È quella della morte di Alfiero Moretti, il 63enne spentosi il 26 luglio all’ospedale Bufalini di Cesena dopo un pestaggio e un malore fatale che si sono susseguiti nell’arco di pochi giorni. Il 35enne, residente a Modena città, italiano, è coinvolto nella prima vicenda, assieme a una 34enne della provincia di Verona sulla quale pende ora la stessa accusa di omicidio preterintenzionale, appena riformulata dalla Procura di Forlì, che indaga sul caso insieme ai carabinieri.

L’aggressione e la morte

Tutto è iniziato la sera del 17 luglio, a Cesenatico. Moretti, affetto da disabilità (diabetico, gli era stata amputata una gamba), stava passando con la sua carrozzina elettrica davanti alla sede della Caritas. All’improvviso è stato aggredito da un uomo e una donna che vivono a Cesenatico in un contesto di marginalità sociale. È stato detto che sono dei senzatetto: in realtà non è così, perché lui ha una regolare residenza a Modena. Però vive a Cesenatico in una situazione di evidente difficoltà. Secondo alcuni testimoni, la donna avrebbe chiesto a Moretti una sigaretta, ma lui non fuma e non poteva averla. Sconvolgente la reazione: i due si sarebbero scagliati su di lui con un efferato pestaggio. Portato al Pronto soccorso del Bufalini, a Moretti sono state diagnosticate fratture multiple del viso, di cui una all’occhio destro.

Dopo le cure, è stato dimesso con una prognosi di 23 giorni. Ma due giorni dopo, di sera, mentre passava in carrozzina in viale Roma, a Cesenatico, è stato colto da emorragia cerebrale. Soccorso da un passante, è stato riportato subito in ospedale. Ma la situazione si è rivelata gravissima, ed è morto il 26 luglio dopo una settimana di agonia.

Le indagini

La Procura di Forlì inizialmente aveva iscritto nel registro degli indagati i due aggressori per il reato di lesioni aggravate dalla minorata difesa e poi per quello di delitto come conseguenza di altro reato. Con la morte di Moretti, e l’emergere di ulteriori particolari sull’aggressione, il reato contestato ai due è diventato quello gravissimo di omicidio preterintenzionale. Entrambi sono assistiti dall’avvocato Elisa Nardella, di Forlì Cesena. Sabato scorso è stata effettuata l’autopsia sulla salma di Moretti, che dovrà chiarire le cause della morte: se dovute – e unicamente – al pestaggio, o se sono da ipotizzare anche colpe mediche per le dimissioni dall’ospedale.

Alfiero lascia due sorelle, Benedetta e Simona, che vogliono la verità sull’accaduto. Sono assistite dall’avvocato Lorenzo Gobbi di Rimini: «Chiediamo giustizia – sottolinea il legale – la verità sull’accaduto e l’accertamento di tutte le responsabilità».

Non sono i soli a chiederlo: nei giorni scorsi gli amici di Moretti hanno sfilato per le strade di Cesenatico con uno striscione con la scritta “Giustizia per Alfiero”. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia.

Il funerale di Moretti sarà domani, 6 agosto, alle ore 10 nella camera mortuaria dell’ospedale Marconi di Cesenatico.


 

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