Salvatore morto in A22: «Aspettavamo papà a casa, era tutto pronto per la grigliata con i suoi amici»
Il ricordo commosso di Noemi Ricciardi, figlia del 46enne di Formigine che ha perso la vita nell’incidente tra Carpi e Campogalliano sul furgone di lavoro: «Viveva con il sorriso e ci amava tantissimo. Grande fan di Vasco e campione di poker, sognava di portarci tutti in Giappone»
FORMIGINE. «Viveva sempre con il sorriso. Non ricordo una mattina in cui si sia alzato senza avere voglia di andare a lavorare. Ci amava tantissimo». Sono parole che arrivano direttamente dal cuore quelle di Noemi Ricciardi, figlia di Salvatore, il 46enne che martedì 4 agosto ha perso la vita in un tragico incidente stradale sull’A22 a bordo del suo furgone di lavoro, guidato da un collega. «Mio padre era generoso, ospitale, gli piaceva stare in compagnia – continua tra le lacrime la figlia di 17 anni –. Organizzava spesso grigliate con gli amici e proprio martedì sera ne aveva programmata una. Quando sono arrivati i carabinieri a dirci tutto, mia mamma aveva appena finito di preparare tutto. Poco a poco hanno iniziato ad arrivare gli amici di mio papà e abbiam dovuto dirgli tutto. Doveva essere una serata di festa e invece ci è crollato il mondo addosso. Papà viveva ogni giorno al massimo. Amava il poker, aveva partecipato a tanti tornei e solo pochi giorni fa era arrivato vicino a un risultato importante. Era un grandissimo fan di Vasco Rossi: la sua canzone preferita era “Vita spericolata”, e in fondo il suo sogno era portare tutti noi in Giappone. Era legatissimo anche ai suoi familiari che vivono ancora al sud e trovava sempre il modo di sentirli», conclude.
Ricciardi, padre di due figlie, Noemi e Asia, e sposato con Tania, era originario di Avellino, ma ormai viveva da tanti anni a Formigine. Qui aveva aperto la sua azienda nel settore meccanico: anche quando è morto era al lavoro, sul furgone della ditta che si è schiantato contro un tir. Tanti amici, una bella famiglia e la passione per il poker, tanto che diverse riviste di settore lo hanno omaggiato. Oltre ai tanti amici. «Siamo affranti – racconta Maicol Adani, del Donkclub Sassuolo – con Salvatore eravamo stati in Repubblica Ceca proprio una settimana fa, lui aveva ottenuto un importante risultato in un torneo importante a livello europeo. Dovevamo festeggiare martedì sera, purtroppo abbiamo saputo della tragedia sulla soglia della porta di casa sua dalla moglie. Era un ottimo giocatore, stavamo già organizzando la prossima trasferta a Barcellona. Per noi era molto più di un compagno di tavolo: eravamo una grande famiglia, un gruppo di una trentina di persone tra Sassuolo e Formigine che si frequentava anche fuori dalle sale da gioco. Salvatore era sempre presente, con il sorriso, pronto a stare in compagnia e a dare una mano a chiunque ne avesse bisogno. Era una persona davvero buona, disponibile nel vero senso della parola, capace di farsi volere bene da tutti». Tra gli amici del poker era conosciuto anche per il suo carattere solare e per il soprannome che si era guadagnato ai tavoli da poker. «Quando vinceva si alzava e gridava scherzando “Campione del mondo!”. Era diventato il suo nickname e bastavano quelle parole per far sorridere tutti. Nessuno di noi avrebbe mai pensato che quel brindisi a casa sua non ci sarebbe stato. Ci lascia un vuoto enorme. Salvatore era una di quelle persone che rendevano più bello stare insieme. Mancherà a tutti noi, non solo come amico, ma come uomo», conclude Adani del Donkclub.
L’incidente è avvenuto martedì 4 agosto verso le 15.30, sull'A22 tra Carpi e Campogalliano: Salvatore Ricciardi viaggiava come passeggero su un Ford Transit guidato da un collega modenese di 38 anni. Per cause al vaglio della polizia stradale di Modena Nord, il furgone ha tamponato un tir fermo in coda. Il Transit si è incastrato sotto il rimorchio, soprattutto sul lato destro, quello dove era seduto Ricciardi: per lui non c’è stato nulla da fare.
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