Neanche il caldo record batte i tortellini in brodo: la cena di 27 amici e una tradizione rispettata
Da 25 anni un gruppo di amici di Maranello e Pozza si ritrova il primo mercoledì d’agosto per il “Tortellino Day”: «Tutto nacque da una provocazione: “Facile mangiarli a Natale, provateci adesso”»
MARANELLO. Ad agosto può capitare al massimo di incrociarli nel freezer mentre si cerca un ghiacciolo rinfrescante. Si spostano, in attesa che torni il fresco, poi si chiude e finita lì, arrivederci all’inverno, tortellini. Ma non per un gruppo di amici di Maranello e Pozza, che da 25 anni ha iniziato un rito divenuto ormai tradizione: una scorpacciata di tortellini (in brodo di cappone, ovviamente) in compagnia. «Lo abbiamo chiamato Tortellino Day, “cade” ogni primo mercoledì di agosto – racconta Daniele Beccati a nome del gruppo – Tutto è nato da una conversazione con il mio amico Fabrizio: facile mangiare i tortellini a Natale, fatelo ad agosto con il caldo». I numeri di mercoledì sera? Sette chili di tortellini spazzolati in 27. La temperatura? Da notte tropicale, pensate che la minima registrata a Modena alle 4 è stata di 28.7 gradi.
Ma nel passato ci sono stati “Tortellino Day” da record. «Nella prima edizione eravamo in 8: io e Fabrizio, poi Franco, Mauro, Alberto, Graziano e “Bubu”, che non c’è più da anni – continua Beccati – Fino al 2009 si è svolto al lato della tribuna del campo da calcio di Pozza, dove Bubu preparava il tutto, essendo un po’ il factotum del campo. Dal 2010, anno in cui ci ha lasciato, ci siamo trasferiti tra Gorzano e Torre Maina, dove ci troviamo tuttora. Intorno al 2013/14 eravamo arrivati ad essere in 23 o 24 e abbiamo realizzato che la cosa non era più sostenibile, era quasi una festa del paese, così siamo rimasti solo noi del gruppo storico». Da record sono anche le quantità pro-capite: «Non ricordo in quale edizione, ma siamo arrivati a mangiarne 7 chili in 14, invece ricordo bene che nel 2024 ne abbiamo mangiati 8 chili in 16. Io, in particolare, e altri tre fratelli mangiamo ben oltre il mezzo chilo a testa. Ah, neanche a dirlo, i tortellini li mangiamo nell’unico modo possibile. In brodo di cappone».
Nel corso degli anni ci sono stati vari incidenti di percorso, «per esempio una volta il mio amico Mauro si è sbagliato a prendere il sacchetto dal freezer e ha portato dei tortelloni, dopo averci riso su abbiamo detto “beh, se sono buoni cotti nell’acqua figuriamoci nel brodo”. E così li abbiamo mangiati. In quella stessa edizione, a suo fratello Franco si è rotto il sacchetto dei tortellini e li ha rovesciati tutti in mezzo alla strada, li abbiamo raccolti dall’asfalto e non abbiamo pensato neppure per un attimo di buttarli. Li abbiamo mangiati lo stesso ed erano anche buoni». Quando raccontano del Tortellino Day ad altra gente... «Ci prendono per matti perché “non si possono mangiare i tortellini con questo caldo”. Ma i tortellini non hanno clima né stagione, ed è proprio per questo che abbiamo iniziato: un po’ per fare una goliardata e un po’ perché ci credevamo davvero. Pensavamo però che la cosa finisse lì invece sono passati 25 anni e siamo ancora qua, e per noi è una tradizione paragonabile quasi al Natale», conclude Daniele Beccati.
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