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Il lutto

Malore in vacanza in Puglia, morto l'artista Giuliano Della Casa

di Michele Fuoco

	Giuliano Della Casa aveva 84 anni
Giuliano Della Casa aveva 84 anni

Il noto pittore si è spento a 84 anni a Carovigno: dopo la scomparsa di Francesco Guccini, Modena perde un altro punto di riferimento nel mondo dell’arte e della dultura

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MODENA. Dopo la scomparsa di Francesco Guccini, Modena perde un altro punto di riferimento nel mondo dell’arte e della cultura, italiana e non solo. Ieri pomeriggio - 7 agosto - è improvvisamente scomparso l’artista Giuliano Della Casa. Aveva 84 anni ed era da poco arrivato in Puglia a Carovigno (Brindisi) con la famiglia, per trascorrere un periodo di vacanza insieme ad alcuni amici, che lo avrebbero raggiunto in questi giorni. La morte lo ha colto all’improvviso durante il riposo. Se ne va uno degli artisti più noti e rappresentativi della realtà modenese. Le sue opere avevano un tratto unico e inconfondibile. I funerali si svolgeranno nei prossimi giorni, la salma dovrebbe rientrare a Modena dalla Puglia tra oggi e domani.
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Se n’è andato Giuliano Della Casa, il grande artefice dei libri d’artista, ne ha realizzati più di 50 con poeti e letterati di fama internazionale. Aveva 84 anni. Una morte improvvisa che ha lasciato sbigottiti i suoi amici e tanti amanti della sua arte. Un’arte ammirata da famosi storici dell’arte e della cultura. Esaltanti i giudizi sul lavoro del maestro modenese, a partire da Ernst H. Gombrich che parla “dell’arte deliziosa” di Giuliano.

Chiunque ha avuto il privilegio di guardare Della Casa mentre sta dipingendo capirà: quando le tracce del suo pennello danzante congiurano sia figurazioni astratte, sia visioni fuggitive di fiori o di farfalle, scoprono la eccellenza dell'artefice. Per Luciano Anceschi «Giuliano non inclina affatto verso regioni tenebrose e turbate della invenzione... egli sa giovarsi di molte risorse e procedure della tecnologia come conosce tutte le scoperte i segreti, le possibilità delle avanguardie». Ci sono volumi ritenuti molto importanti, monumentali realizzati con editori di primo piano, come Einaudi. Tante le edizioni ritenute preziose, come “Telai del Bernini”. Sono libri fatti in serigrafia sempre a mano. La serigrafia si fa con la seta in un telaio. Per i Millenni le sue tavole arricchiscono “La scienza in cucina” di Artusi, “Gargantua e Panatagruel” di Rabelais, “Lettere di Giuseppe Verdi”, pubblicati sempre da Einaudi. I suoi libri sono conosciuti più fuori Modena, dove li ha la Biblioteca Poletti, il gallerista Emilio Mazzoli che è un vero cultore di volumi preziosi. E alla Galleria Mazzoli ha tenuto l’ultima grande mostra personale in novembre scorso, presentando delle ceramiche e opere ad acquarello con un linguaggio di bellezza che s’incarna nella materia o sul foglio, con la capacità di testimoniare un’indagine creativa, anche nel patrimonio storico. Un’indagine, con una visione incantata per le cose, le ceramiche smaltate di varie dimensioni, ispirate alle forme di antiche giare o otri alimentari, che l’artista rende splendide con colori brillanti e impreziosite dall’uso di metalli preziosi.

Della Casa ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1972 nella sezione “Il libro come luogo di ricerca”. Noto il suo sodalizio con il poeta Adriano Spatola. È dai colloqui con Spatola nasceva la convinzione dell’unità originaria tra scrittura e forme della pittura e della scultura. Il libro d’artista presentato a Venezia si avvaleva di immagini fotografiche di Franco Vaccari. È la pratica del libro d’arte affascinerà, nel corso della sua poliedrica attività creativa, l’artista impegnato in una proficua collaborazione con poeti e scrittori.

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