Il ricordo della figlia di giuliano Della Casa «Mio padre, una finestra sul mondo» Domani alle 17 i funerali a Terracielo
Virginia: «Mi ha insegnato soprattutto ad amare la vita ogni giorno»
Modena. «L’insegnamento più grande che ho ricevuto da mio padre è stato quello di ricordarmi di amare la vita ogni giorno, condividendo con più persone possibile la bellezza che talvolta ci regala». Così sussurra tra le lacrime Virginia Della Casa, figlia dell’artista modenese Giuliano Della Casa, mancato improvvisamente venerdì pomeriggio mentre si trovava con la famiglia, tra cui lei e il compagno Andrea, in vacanza a Carovigno, in provincia di Brindisi. I funerali si terranno domani alle 17 nella casa funeraria Terracielo, in via Emilia Est 1320 a Modena, dove fin dalle 9 del mattino sarà allestita la camera ardente.
«Mio padre, un inguaribile entusiasta»
«Mio padre era un entusiasta – continua la figlia – e io sono cresciuta con questo esempio quotidiano davanti ai miei occhi, che ha saputo trasmettermi a mia volta curiosità per tutto e gioia in quello che faccio».
I ricordi dell’unica figlia di papà Giuliano, che oggi è architetto e light designer, sono ricchi di aneddoti, molto divertenti e sempre conditi da cultura e arte, ma soprattutto sono tutti accomunati da quella capacità che aveva Della Casa, come artista, di essere un punto di riferimento verso il quale altri artisti e personaggi della cultura convergevano. «Fin da piccola mi ritrovavo in casa poeti, filosofi, musicisti e artisti di varie arti e discipline che si intrattenevano con mio padre in meravigliose e lunghe conversazioni a sfondo culturale, che a volte duravano fino a notte fonda», ricorda la figlia.
Virginia, che da bambina non ne comprendeva pienamente il valore, oggi riconosce l’importanza che la pittura ad acquerello del papà, «che sapeva portare la luce sulla tavola bianca attraverso le pennellate di colore», ha avuto nei suoi studi e nella sua professione: «Sono light designer e anche io lavoro in modo creativo con la luce, ma con l’utilizzo della tecnologia».
«Manteneva i contatti con le persone scrivendo lettere a mano»
E a proposito di tecnologia Virginia ricorda con un sorriso il rapporto di papà Giuliano con essa: «Faceva gestire la pagina Instagram e le mail a me. Lui era decisamente un uomo d’altri tempi e, sebbene sapesse usare il cellulare, manteneva i contatti con persone di tutto il mondo scrivendo ancora lettere a mano e utilizzando la posta ordinaria come mezzo di spedizione. Certo, era consapevole dell’importanza dei canali social e di internet, che negli anni gli hanno offerto grande visibilità, ma il contatto umano, quello fisico, lo riteneva insostituibile».
«Mio padre è sempre stato una finestra aperta sul mondo»
Questa spiccata voglia di Giuliano Della Casa di coltivare le relazioni umane ha fatto sì che i familiari, dopo che si è diffusa la notizia della morte, siano stati inondati di messaggi di cordoglio pieni di affetto e stima. «Sapevamo che mio padre fosse una persona particolarmente apprezzata non solo dal punto di vista artistico, ma anche da quello umano, ma non ci aspettavamo così tanto clamore. Addirittura ci sono persone che ci hanno annunciato che dall’America raggiungeranno Modena solo per partecipare alle esequie e potergli dare l’ultimo saluto. L’ho sempre pensato, ma ora ne ho avuto conferma: mio padre è sempre stato una finestra aperta sul mondo».
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