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Allarme bocconi avvelenati: scattano i controlli dei carabinieri

Allarme bocconi avvelenati: scattano i controlli dei carabinieri

L’operazione dei militari del Gruppo Forestale è scattata a seguito della segnalazione di una cittadina di Sestola che ha denunciato la presenza di “esche” nei pressi della propria abitazione a Sestola

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SESTOLA. Sospetto spargimento di esche avvelenate a Sestola. Per questo, nelle ultime ore, i carabinieri forestali dei nuclei di Sestola-Fanano e Pievepelago, con il supporto dell'Unità Cinofila Antiveleno, hanno effettuato una serie di controlli e perlustrazioni mirate sul territorio comunale dopo la segnalazione di una cittadina residente nella zona.

Bocconcini tossici

L'intervento è scattato in seguito a un allarme lanciato dalla donna, preoccupata per la possibile presenza di bocconi tossici nei pressi della propria abitazione. La segnalazione si è trasformata nella giornata odierna in una formale denuncia-querela, dando così il via agli accertamenti da parte dell'Arma. Le operazioni di bonifica ambientale sono state effettuate oggi – 11 agosto - con l'impiego del cane specializzato "Freddy", addestrato proprio alla ricerca di sostanze tossiche e materiali potenzialmente pericolosi per gli animali. Le verifiche si sono concluse fortunatamente con esito negativo: durante le ricerche non sono state rinvenute esche contaminate o altri elementi in grado di confermare l'ipotesi iniziale. Un risultato che ha consentito di escludere pericoli immediati sia per gli animali sia per la popolazione. Nonostante ciò, i militari hanno informato l'Autorità giudiziaria competente e proseguono gli approfondimenti per chiarire quanto segnalato. L'ipotesi di reato attualmente presa in considerazione è quella di maltrattamento di animali, prevista dall'articolo 544-ter del Codice penale.

Un grave pericolo per gli animali

A ciò si aggiungono le disposizioni contenute nell'Ordinanza del Ministero della Salute dell'8 agosto 2025, che vieta l'abbandono e la diffusione di esche e bocconi contenenti sostanze tossiche o nocive, prevedendo sanzioni amministrative comprese fra mille e diecimila euro. Il Gruppo carabinieri forestale di Modena ha colto l'occasione per richiamare l'attenzione sui rischi legati a una pratica che, sebbene appartenente a un passato ormai lontano, continua talvolta a ripresentarsi. «Le esche avvelenate, - spiegano i carabinieri - rappresentano un grave pericolo perché colpiscono senza distinzione fauna selvatica e animali domestici e possono costituire una minaccia anche per l'incolumità delle persone, in particolare dei bambini. Ai proprietari di animali d'affezione viene raccomandato di mantenere i cani al guinzaglio durante le passeggiate e di vigilare affinché non ingeriscano materiali sospetti. 

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