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Vigilia di Ferragosto con il “Cotechino day”: venerdì la sfida al Mercato Albinelli

di Paola Ducci

	Chiara e Sara Fantoni, proprietarie del bar Schiavoni
Chiara e Sara Fantoni, proprietarie del bar Schiavoni

La titolare di Schiavoni: «Sarà nel ricordo del giornalista Totaro che ebbe l’idea»

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MODENA. Non sono di certo le temperature tropicali in città, che perdurano ormai da settimane, a fermare una nuova edizione del “Cotechino Day”, l’evento all’ora di pranzo alla vigilia di Ferragosto che vede protagonista il panino con il cotechino caldo proposto dal bar Schiavoni dell’Albinelli. Una tradizione che si ripete ormai da oltre 30 anni e che quest’anno sarà dedicata al collega giornalista della Gazzetta di Modena Stefano Totaro, mancato improvvisamente lo scorso ottobre: fu lui ad avere avuto l’idea, nata da una goliardica sfida tra amici con l’allora “re dei panini” Giancarlo Rubaldi, titolare del bar Schiavoni, che nel 2010 lo cedette alle sorelle Chiara e Sara Fantoni, attuali proprietarie.

In memoria del collega Stefano Totaro

«L’edizione di quest’anno sarà dedicata a Stefano Totaro – conferma Chiara Fantoni, cotitolare del bar insieme alla sorella Sara – durante la mattinata in cui, come da tradizione, inizieremo a fare panini al cotechino con salsa verde o salsa di zucca e balsamico fin dalle 8, accompagnati dalla musica rock di Alberto Aperi One Man Band e da buon lambrusco, ci sarà un momento in cui lo ricorderemo pubblicamente». Il Cotechino Day, ovvero «il cotechino di Ferragosto, l’happening di musica e calorie in un fiume di lambrusco, il tuffo nella “modenesità” ai piedi della Ghirlandina con un pizzico di follia», come raccontava Totaro sul nostro giornale, si ripete «da quando all’interno del mini spazio ritagliato dal bar Schiavoni all’angolo del mercato Albinelli, si levò una sfida goliardica che diede i fondamentali all’evento, ora diventato un appuntamento fisso - continuava Totaro- . In un clima tra bollicine e cabaret –spuntò l’idea della grande impresa, della prova di forza: sfornare panini al cotechino, da consumarsi rigorosamente al sole. Perché? Per protesta, giusto per fare “capire” al mondo che i modenesi non si piegano mai, più forti del solleone. E così fu: il 14 agosto (il 15 il mercato è chiuso) i primi fiammanti panini al cotechino vennero alla luce e tutto finì a gavettoni».

Il panino al cotechino

Da allora sino ai giorni nostri, il panino ipercalorico al cotechino è diventato una tradizione estiva, conosciuta al di fuori del bar e capace di unire generazioni. Da qualche anno a questa parte, visto il successo dell’evento, anche altri locali dell’Albinelli hanno deciso di partecipare alla giornata con proposte a base di cotechino. Da “Gli Artigiani del Gusto” proporranno piatti di cotechino e verdure, mentre da “Vino e Tortellino” si potranno degustare tigelle e focaccine con vari condimenti. «È un’iniziativa bellissima – dice Jessica di Vino e Tortellino – del resto noi il cotechino lo proponiamo tutti i giorni, anche d’estate perché i turisti di tutto il mondo ne vanno ghiotti. Addirittura, nonostante i 40 gradi di queste settimane, ho ripreso a fare anche i tortellini in brodo: le richieste da parte dei turisti erano troppe». E a proposito di caldo, «al terzo anno consecutivo con 40 gradi – conclude la titolare di Schiavoni – forse il prossimo anno abbiamo pensato di proporre l’evento il 14 sera». Ma per gli affezionati «il rischio è che perda quell’essenza di sfidare il solleone di agosto, al caldo, in fila, attendendo il proprio panino e ascoltando musica rock. Insomma, roba da veri appassionati».

 

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