«Ha ucciso una paziente iniettandole aria nella flebo»: infermiera della Rsa a processo
L’accusa è di omicidio volontario pluriaggravato, falso in atto pubblico ed esercizio abusivo professione medica. I fatti risalgono a maggio 2024 in una casa residenza per anziani di Formigine
FORMIGINE. Va a processo l’infermiera accusata di aver provocato la morte di una paziente in una Rsa di Formigine che affaccia in via Giardini Sud. Omicidio volontario pluriaggravato, falso in atto pubblico ed esercizio abusivo professione medica: queste le accuse pesantissime nei confronti della donna, 49enne all’epoca dei fatti, che ieri è stata rinviata a giudizio. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 21 gennaio, mentre i fatti risalgono a maggio 2024.
Cosa era successo
Una responsabile d’area della Rsa aveva denunciato che il 31 maggio 2024 alcune dipendenti avevano notato l’infermiera che, utilizzando una siringa vuota, soffiava a più riprese aria nella flebo collegata al braccio destro di una paziente di 62 anni, affetta da Sla e in regime di sedazione profonda mediante cure palliative, provocandole, secondo l’ipotesi accusatoria, la morte.
L’attività investigativa
Le indagini, dirette dalla Procura di Modena e delegate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Modena e del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Parma, avevano consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagata anche in relazione alla falsificazione e alterazione di cartelle cliniche e prescrizioni farmacologiche redatte dai medici, avvenute presso un’altra Rsa in cui aveva prestato servizio tra il 2020 ed il 2021, consistite nell’apportare modifiche alle terapie farmacologiche dei pazienti della struttura tramite accessi abusivi al sistema informatico, attraverso le credenziali del medico. La donna a fine 2024 venne interdetta al lavoro.
I precedenti
L’infermiera era già stata segnalata per comportamenti “ambigui”. Segnalazioni interne in altre strutture da cui era stata allontanata, che le avrebbero però permesso di continuare a lavorare in altri posti. Ed è così che la 49enne, che ha prestato servizio in una ventina di strutture della provincia, alla fine è arrivata anche a Formigine: solo qui, con la denuncia sporta dopo che il 31 maggio 2024 è stata vista dai colleghi mentre iniettava l’aria nelle vene, si è fermata.
Si parla quindi di almeno altre due segnalazioni che non avrebbero – secondo l’impianto accusatorio – fermato l’infermiera. La 49enne trovava impiego attraverso agenzie interinali. Lo ha fatto anche dopo le già citate segnalazioni, arrivando poi in quella che è stata la sua ultima tappa: al Rsa di Formigine che si affaccia in via Giardini Sud. Le segnalazioni infatti non avevano portato a un’interdizione della professione. Quella è stata applicata solo dopo l’ordine emesso dal Gip del tribunale di Modena. Ma prima la donna ha continuato a offrire le sue prestazioni lavorative.
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